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May 09 Chi cerca trova..
Pupille sempre più dilatate che fanno intravedere piccole comete scintillanti al comparire di quel pensiero. Sguardo stabile sullo stesso punto del grande specchio per capire la posizione della mia entità rispetto all’universo che mi stava circondando. Le braccia distese e rilassate sui fianchi, con il palmo delle mani rivolto verso il davanti attendendo un’ulteriore brezza di fascino per rapirmi daccapo i sensi..
Mi perdo nuovamente a fissare me stessa, la figura compare materializzandosi quasi dal nulla, avendo scavato come una buca sotterranea per poi essere emersa alla superficie splendente e vitale, facendo scorta di ossigeno per riempirsi i polmoni allo scopo di far esplodere la gioia che è riuscita a contenere..
Sono smarrita in quel buio profondo attorniato da un’aurea verdastra che progressivamente vorrebbe svanire per essere inghiottita nell’oblio dei pensieri.. Entro in contatto con l'oscurità, si impossessa delle mie viscere e il mio corpo si ghiaccia improvvisamente: vedo i sorrisi della gente, i loro bei denti bianchi sfolgoranti, gli sguardi maliziosamente squisiti, odo i battiti del cuore che danzano a ritmo con la poesia che si respira..
Tutto si crea dall'irrealtà dei diletti per divenire sapore e gusto di un'euforia di cui cibarci.
Dal gioco di luci ed ombre è uscito anche un leone che da troppo tempo era costretto a ruggire contro quella smorfia smussata nella pozzanghera da cui lui stesso si dissetava.. E' scappato dalla gabbia che lo teneva prigioniero e finalmente è riuscito a salire su quel podio per poter far sentire al mondo e a se stesso la magnifica sinfonia che le sue corde vocali riescono ad emettere..
Mi guardo incessantemente nel profondo, scavo maggiormente in me stessa e, stupita, vedo pezzi di quel puzzle che escono dall’inceneritore, ritornando dalle loro stesse ceneri e divenendo pura materia tangibile; eccoli che si ricompongono uno dopo l’altro, e nella loro quasi angosciante sistemazione, i palmi presagiscono una situazione di conciliazione tra anima e corpo. Socchiudo le palpebre per non avvertire la sensazione di bruciore che la luce dei riflettori provoca baciando continuamente la retina e in quel frangente ritornano le maschere dall’ombra delle nostre essenze: le sfoggiamo con gran classe, ci vantiamo di nuovi costumi sfarzosi facendo le misure alle balze delle nostre sorelle, con elogio mostriamo a gran nome noi stesse per apparire e sentirci le sole stelle di questo splendido teatro dove ognuno muove i propri fili a suo gusto e piacimento, senza pensare a quello che dietro al sipario poteva celarsi..
.. Perché per una notte incantata si è finalmente capaci di ritornare liberi, togliendo le catene che iniziavano a pesare alle nostre affaticate caviglie.. E quelle maschere vengono sempre a galla, sono così belle colorate, piene di vitalità e di brio.
.. Perché non esiste uomo senza maschera, così come non esiste maschera senza un volto, un capriccio, una bugia, un’essenza di fluidità che nessuno riesce a captare, ma che attrae per la sua indole viscida ed impura..
.. Perché tutto possiamo cambiare fuorché quello che realmente siamo..
Ritorno alla penombra e faccio balenare fuori da quel cerchio me stessa.. Mi riguardo, mi sorrido e finalmente mi muovo.. Riprendo la vita di sempre ma con una smorfia più sagace e con qualche proposito in più nel cassetto..
Riesci a vedere il leone che è in te? Certo che ci riesci, devi solo imparare a farlo cinguettare più spesso..
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