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    February 27

    Parole schiette senza fuga

     
    Non sopporto il tuo respiro, quando si fa pesante e lungo, quando tentenna durante i silenzi che cadono soventemente nella stanza, e quei sospiri che lo disturbano, svegliandolo repentinamente e facendo sobbalzare anche gli spiriti morti da tempo.
     
    Non accetto il tuo sguardo malizioso, che cerca inevitabilmente nell’aria qualche scusa per opporre obiezione a tutto ciò che è stato difeso o a ciò che è stato rifiutato.
     
    Non concepisco la maniera con cui ti poni al mondo, l’arroganza e la saccenteria che sfoggi divagando per il corso dei pilastri che t’hanno cresciuta e fatta divenire ciò che sei.
     
    Non tollero il tuo tono di voce, così sprezzante verso ciò che non ti compete per il puro gusto di non volerlo far appartenere a te stessa.. Così come detesto pienamente il conseguente stato di vittimismo che ne sorge e che ti trascini per lunghi cammini, nella tua eterna convinzione di voler supportare, ciò nonostante, tutto quello in cui credi al punto da non accorgerti che il tuo universo sta cambiando, ha ormai preso nuove sembianze, nuovi stili e nuove essenze..
     
    .. Per poter passare almeno mentalmente dallo stato solido a quello gassoso, evaporando e dissolvendosi per sempre..
     
    .. E allo stesso modo, standotene nella medesima condizione di inettitudine, non ne coglierai mai il motivo, la radice da cui tutto è nato.. Perché la linea di confine della tua mente giace ad una dimensione troppo distante da ciò che attualmente ti passa proprio sotto gli occhi. E probabilmente quando ti renderai conto di quello che potrai realmente stringere con mano solida, sarà troppo tardi per poterlo riconoscere come quella cosa in cui credevi e su cui facevi tanto affidamento tempo fa.
     
    Perché le cose si modificano, le persone prendono strade diverse da quelle che ci si era prefissati in un passato lontano, troppo discosto dal presente che cerchiamo di vivere attualmente.. E nel nostro caso le nostre non potevano essere altro che divergenti.
     
    E’ una questione di incompatibilità a pelle, nonostante dietro tutta questa profonda asprezza, con cui quotidianamente devo lottare per tentare di assopirla, un qualcosa di buono certamente si cela. Perché tutto sommato credo tu non sia realmente una persona cattiva, semplicemente è un modo diverso di concepire la vita, in tutte le sue sfaccettature, scelte e criteri di pesare diverse quantità e qualità in modi differenti..
     
    C’è chi la pensa come te.
    E invece chi come me crede bisogni distogliere lo sguardo e l’attenzione da tutte quelle parole, da quei pensieri e da quei gesti che sono d’impiccio, che non fanno altro che decorare inutilmente uno sfondo che risulta agli occhi già bello e completo per come si pone.
    E se quegli occhi non sono i tuoi, pazienza.. Dalla mia visione, da questo piccolo angolino in cui mi accingo ad ammirare e a capire il mondo, io la vedo e la interpreto in codesto modo.. E non sarà di certo un capriccio o un ulteriore dissenso a farmi optare per un’alternativa..
     
    Perché le persone possono variare per piacere altrui, ma la mente, quella prima o poi ritorna sempre al suo stato brado, come antecedentemente ad una metamorfosi forzata e non del tutto sentita.
     
    February 16

    ...

     
    Un fremito di concupiscenza.
     
    Respiri che si cercano,
    che si scorgono,
    che si ammaliano e che divengono conniventi.
     
    Sguardi profondi che paiono scavare fin nel profondo dell’anima,
    sulle tracce di segni indelebili impressi nella memoria.
     
     
    E poi le stelle,
     
    quelle che in istanti inafferrabili pare poter toccare con un solo dito,
    quelle che si distinguono per il loro scintillio,
    da cui si rimane rapiti e che fanno fantasticare..
     
    Le contemplo estasiata nella mia visione paradisiaca, rimanendo incredula che appartengano al medesimo cielo che mi sono ritrovata spesso a svilire.
     
     
     
    Io,
    che non conosco quanto ci sarà girato l’angolo, ma che sono quasi persuasa che quel che è stato mai più busserà nuovamente alla porta, ricomporrò, guardando l’universo danzante, i pezzi di quel grande puzzle andato distrutto, cercando tra le tante scartoffie quello che possa combaciare con il suo vicino, per poter finalmente intravedere, anche se solo a grandi tratti, la figura che si cela dietro un mucchio di mattonelle demolite e fatte a brandelli, ma mai più riedificate..
     
     
     
    February 12

    Pensieri opportuni??

     
    Oggi scrivo queste parole derivate da un pensiero che mi balena nella testa da qualche periodo..
    Un concetto che nasce puntiglioso, fuoriuscendo dalle righe di euforia che accompagnano la melodia che si sparge nell’aria, che di tanto in tanto pare crescere di qualche nano millimetro sottopelle e che al momento inizia a bruciare, nonostante ciò che provochi sia tutt’altro che nocivo.
     
     
    Mai scorderò il tuo motto, la frase della tua presentazione e proprio a quello sto asserendo..
    .. Perché anch’io mi rispecchio in ciò che tu credi di essere, in quello che, voltandoti e togliendoti la polvere dalle spalle, puoi ancora esattamente vedere come un manifesto stampato innanzi al viso, in ciò che hai vissuto e che forse continui a vivere attualmente..
    .. Ma mentre la tua è ormai divenuta quasi una questione di elogio tale da porla su un piedistallo d’orato, e che quella ubicazione sia a te attagliata a pennello, nel mio caso non riesco a ritrovare in quel riflesso che ho intravisto tempo fa un’identità, un segno che mi si addica e che mi faccia intendere che mi appartenga.
     
    E’ una vertenza sul sapersi ritrovare nel marasma caotico che ci ingloba e riconoscersi per quello che si è realmente, l’attitudine e la facoltà mentale di mettersi a nudo, accorgendoci realmente di quelli che sono gli input che siamo all’altezza di trasmettere e degli output che siamo in grado di recepire nel medesimo contesto che, contemporaneamente, ci comprime tenendoci una mano sulla testa e che ci offre ampi spazi ai lati..
     
     
    E’ tutta una disputa sul saper accettare ciò che troviamo leggendo bene tra le pagine, evidenziando i concetti chiave che neppure servendoci di una buona dose di ingenuità possiamo tralasciare, e dobbiamo farlo anche umilmente, abbassando la testa e rassegnandoci alla realtà..
    .. Perché se in codesto modo ci si presenta, un motivo, riconducibile alla nostra personalità di cui noi siamo perfettamente a conoscenza, c’è, esiste e lo abbiamo proprio sotto mano, solo che non vogliamo accorgercene o forse non vogliamo riconoscerlo come nostro..
     
    .. E solo, solo nel momento in cui lo avremo riconosciuto e colto come tale, allora potremo avere la presunzione di domandarcene il motivo, sì, solo allora.
     
     
     
    Su quale piatto della bilancia ci si riscontri in momenti come questi ha ben poca importanza: che ci si trovi dalla parte del torto o da quella della ragione, è totalmente indifferente.
    Che si stia sopravvalutando la circostanza, gonfiandola a dismisura, potrebbe essere un dettaglio da verificare, ma già avendo stilato queste quattro parole in croce mi rendo conto di aver appreso il contesto in cui verso, penso di averne captato il frangente.
    E ora abbandono la penna e mi faccio da parte, osservo la scena e ciò che i personaggi creeranno..  
     
    Perché tutto sommato va bene anche in questo modo, anzi forse come in molti altri ambiti, prima o poi arriveranno le gratificazioni.. Anche se ancor ora non riesco ben a comprendere in quale forma si potranno mai presentare..
    .. Sono però persuasa del fatto che i miei attori non mi deluderanno e che vivranno loro stessi da protagonisti quel piccolo frammento di cielo che avevo ideato e disegnato tempo fa, mentre io rimarrò a guardare da spettatrice sorpresa il continuo del mio esordio.
     

    February 05

    Anima

     
    Anima..
    Anima fragile, che ti dissipi celermente come quelle impronte sul vetro della finestra appannato dal vapore quando ci si disegna sopra.
    Anima pur sempre speranzosa di incrociare sul proprio cammino un inaspettato bagliore che ti sostenga le spalle, raddrizzandotele, e che ti allacci le stringe delle scarpe prima di avvicinarti al suo caldo petto.
     
    Anima che seguiti imperterrita per questo sentiero che, di sole in luna e di luna in sole, pare sempre più antitetico alla tua personalità..
    .. Tu che, cercando di convincerti che quel che continui a vivere sia parte del corpo che ti ospita o forse di uno in cui hai dimorato in passato e che cerca ancor ora le ceneri andate perdute del legame che penosamente poteva esserci, non demordi.
     
     
    Anima caotica e sconclusionata,
    anima vagante ed eternamente oscillante come il pendolo di un orologio.
    Anima stanca delle catene agli arti che ti portano ad una ripetuta e monotona condizione di costernazione da cui puoi prendere sporadicamente una boccata d’aria fresca rigenerante e divenire sostanza vagheggiata.
     
    Anima passionale, che ti invaghisci dell’amore nelle sue forme più astruse ed incerte.
    Anima stupida,
    anima sognatrice, che tenti di insegnare alla concretezza come poter sposare definitivamente la libertà.
     
     
    Anima sadica, che versa acrimonia dai suoi scaltri occhi che rovistano, scrutano e criticano..
    .. Tu, che in quelle stesse lacrime riesci a specchiarti pur sentendo i rimorsi di coscienza.
     
    Anima sfacciata che sguaini la tua tracotanza come fosse un gesto eroico.
    Anima ribelle,
    anima che non trova pace, abbattuta nel dirupo che tu stessa ti stai scavando.
     
     
    Anima che ami i gesti semplici e gli sguardi ben lontani dall’apparenza, perché riescono a colmarti più profondamente rispetto a mille falsi sorrisi o tante parole saccenti.
    Anima che disprezza la compassione, la pietà e l’indulgenza,
    anima che supporta la sensibilità, il rispetto e la benevolenza.
     
    Anima incoerente col mondo e con te stessa per la brama di volerti comprendere maggiormente.. Tu che quell’equilibrio sopra la follia non hai ancora trovato, e che per tua indole probabilmente mai vorrai trovare.
     
     
    Anima ricercatrice di fiducia, di affetto, di tenere effusioni.. Tu che vorresti essere in grado di amare senza sentirti soffocare dall’inquietudine di crollare e rotolare per vie lontane, che vorresti assaporare finalmente con serenità quel tramonto rossastro, tagliato dai rami secchi di betulla, in assenza di angosce e del patimento che possa venir mascherato improvvisamente da nuvole grigie cariche di pioggia.
     
     
    Anima solare,
    anima splendente,
    anima euforica e fortunata per i brividi ed i turbamenti che sei riuscita ad incontrare nel tuo passaggio.
     
    Anima dannata,
    anima svilita,
    anima rammaricata di quelle forze che non convergono al momento giusto o che addirittura non sussistono mai.
     
    Anima timorosa ed inconscia dei capolavori che racchiudi in te, tenendoli celati all’aurora e anche a te stessa.
    Anima volutamente esentata da elogi e lusinghe,
    anima sminuita, il cui desiderio più grande sarebbe quello di svanire nel nulla e divenire invisibile.
     
     
    Anima mia,
    anima bella.. riposa bene durante questa notte di ordinario cedimento e che qualcuno o qualcosa ti porti consiglio per vivere meglio il tuo domani e che ciò che hai passato oggi svanisca in un timido bisbiglio al sorgere del sole, che si fa sempre più filiforme fino a spegnersi inesorabilmente.
     
    January 31

    Un istante dell'infinito pensare

     
    Gli stivali non eran mai stati così lucidi. Li guardava con occhi stentatamente aperti ed incolumi e concepiva a malapena la luce che, dalla finestrella sulla destra, si rifletteva sulla punta stondata nera.
    Le gambe appesantite dall'enorme peso, che ancora una volta dovevano riuscire a  reggerla in quella posizione disagiata, seppure per pochi istanti, soprattutto per una questione di arrivare all'ambita oggettiva meta in quella visione tanto spirituale quanto estrinseca, la portarono a ridere di sé, di quello a cui stava pensando, per quello a cui la sua mente lentamente fermentava e di quanto a breve avrebbe cercato di imprimersi nell'emisfero sinistro del cranio, per poi diffonderlo come una gigantesca ragnatela quale covo di aracnidi che secernono per intrappolare le proprie prede. 

    Uno sputo violento,
    un lamento,
    una grossa risata,
    un breve sibilo e poi il silenzio.. che tentava di contrastare l'altra area della scena, inghiottito dal caos acustico e mentale..

     
    Pensieri,
    sempre pensieri in questa mente che di sovente riecheggiano nell'animo e sconquassano le idee e i sentimenti fatti propri di una vita intera..
    O per lo meno, di quel che si crede d’aver vissuto, per una questione di esperienza e di segni visibili sulla pelle, non opinabili.

    Ma quel che conta è stato quel frangente, quell’onda che si è schiantata sulla superficie, come durante quell’estate che provai la brezza sulla pelle arroventata, scaldata dai cuocenti raggi del sole di agosto, di donzelle che stavano affogando proprio davanti ai miei boriosi occhi ed io, impassibile, e anche parecchio divertita da tanta discrepanza rispetto alla consuetudine che a lungo andare riesce a rodere tutti gli strati di pelle di cui siamo fatti fino alle viscere dell’anima..
     


    E ancora una volta mi sono persa nel discorso..
    .. Ma ciò che più importa, come dissi un tempo, non è la forma ma la sostanza..
    Ed essenzialmente al momento sono felice.
    .. Con le mie storie, i colori della tavolozza, con cui tento di dipingere le pareti della vita, le considerazioni monocromatiche e, perchè no, le mie circostanze grigie.. Ed è questo il bello di ogni volta, in cui avvicino a me stessa una nuova dimensione, che sia vuota, che sia piena o che sia via di mezzo non importa, basta saperla colmare fino all’orlo e godersela fino alla fine, goccia dopo goccia, attimo per attimo finché non resta quella sensazione di mela acerba appena colta..

    .. Ma se la si lascia riposare ancora per qualche istante nel cestino vedrete che anche voi riuscirete ad assaporarne lo spicchio più straordinario che avrete mai provato fino a quel momento.
     


    January 29

    Attendendo l'ispirazione per un nuovo post..

     
    .. Ecco a voi le sei "verità' della vita":
     
      1) Non puoi toccare tutti i tuoi denti con la lingua;
      2) Tutti i deficienti, dopo aver letto la prima 'verità', la provano;
      3) La prima 'verità' è una bugia;
      4) Ora stai sorridendo perchè anche tu sei un deficiente;
      5) Manderai subito questa mail ad un altro/a idiota;
      6) Ora c'è uno stupido sorriso sulla tua faccia.

     
     
    [Da_mail_By_LiV]

    January 15

    Che tutto veloce nasca e veloce finisca..

     
    Ti amerò perennemente,
    ti ricorderò ininterrottamente,
    avrò assiduamente un pensiero rivolto a te,
    nelle notti che passerò con qualcuno penserò se veramente poteva accadere, mentre in quelle di solitudine rifletterò a come potevi essere, a come ti avrei preso, a come mi avresti preso, se avresti potuto far nascere e crescere in me quella fiamma che ancora mi manca e che credo mai si creerà, dipendesse da me.
     
    Uno sguardo tentennante sarà sempre rivolto a quella notte,
    a quei minuti,
    al calore che si propagava lentamente,
    alla mente che viaggiava ancora una volta ma che al contempo voleva fare velocemente ritorno sulla terra per intendere quello che accadeva,
    a tu che ti creavi dal nulla,
    da un momento inesistente,
    da un corpo non tuo,
    da un’anima che non poteva appartenerti realmente,
    da una serie di atteggiamenti insiti..
    e poi io che t’ho distrutto.
     
    Mai ti conoscerò,
    mai potrò vederti ed osservarti,
    mai ti toccherò concretamente perché nello stesso modo lesto in cui sei arrivato te ne sei anche andato..
    Le domande sorgono spontanee per curiosità,
    per quella parte di amore che non t’avrei mai dedicato,
    per quella parte di affetto che non c’era nemmeno volendola cercare tra l’artefatta passione che sembrava coinvolgerci, travolgerci per poi abbandonarci ancora una volta,
    per il come è stata la cosa..
     
    Così assurda ma così reale.
     
    Sarai sempre ricollegato alle perplessità, ai momenti di silenzio e di angoscia che ho avvertito e vissuto, a quello che m’ero costruita tempo fa e che tenevo chiuso nella mia mente da instabile sognatrice, ai diversi contrasti emotivi di quella notte, ai mille e più pensieri nebbiosi ma pur sempre soffici come un pugnale dalla punta di piuma che accarezza la pelle dal basso verso l’alto..
     
     
     
    ..
    Forse davvero ci si deve sentire alla fine un po’ male..
    Forse alla fine di questa triste storia qualcuno troverà il coraggio per affrontare i sensi di colpa e cancellarli da questo viaggio..
    Per vivere davvero ogni momento,
    con ogni suo turbamento..
     
    .. Come se fosse l’ultimo..   [Vasco_Sally] 
     
     
     
     
    Potresti anche essere stato solo uno minuscolo spazio tra due parole che non si sono mai conosciute,
    mai viste,
    totalmente antitetiche tra di loro..
     
    .. Ma come tutte le cose che hanno luogo durante vita c’è sempre una motivazione,
    la si cerca,
    se la si trova la si afferra e la si fa propria.. E in fondo a tutte le menzogne, a quegli sguardi disillusi, a quelle mani che tremano ancor ora davanti a tanta ingannevole sicurezza, son certa ce ne sia anche una per questo piccolo puntino di inchiostro che s’è versato sul foglio bianco che stavo scrivendo col passare degli anni..
    .. Un lato mi sprona a non pormi altri interrogativi e vivere quello che sarà,
    nel modo che verrà,
    con chi verrà,
    se verrà..
     
    Perché tutto sommato gli errori fanno male,
    li captiamo sulla nostra stessa pelle,
    li sentiamo sovrastarci come la sabbia del deserto quando i piedi affondano inesorabilmente in essa, e a volte pare di non riuscire nemmeno ad aprire bocca per paura di venirne soffocati, per paura di compierne altri, per paura di modificare troppo il decorrere degli eventi..
    Ce ne accorgiamo e a volte dobbiamo solo rimanere inermi a vederci sprofondare in questa buca che abbiamo scavato con le nostre stesse mani..
     
     
     
    ..
    ed un pensiero le passa per la testa
    forse la vita non è stata tutta persa...
    forse qualcosa s’è salvato,
    forse davvero non è stato poi tutto sbagliato
    forse era giusto così..   [Vasco_Sally]
     
     
     
     
    Ma credo che se è vero che sbagliando s’impara, in un modo o nell’altro si può sempre trovare un rimedio, una soluzione, una via di fuga a ciò che ci tiene intrappolati in una condizione di assidua reticenza..
    Per riprendere ancora una volta le nostre giornate,
    riprendere a vivere con il sorriso,
    riavviarsi, con la testa forse un po’ più appesantita dalle domande e con qualche esperienza in più che ci completa, verso questo lungo e difficile percorso per imparare ad amare veramente,
    andando al di là delle classiche chiusure mentali, provando ad assaporare qualche granello in più dei numerosi fotogrammi che ci passano davanti agli occhi,
    che a volte lo so ci stordiscono,
    a volte ci fanno emozionare,
    altre ci fanno perdere totalmente la testa..
    .. Ma in ogni caso si tratta pur sempre di parti della nostra vita che condizionano nel bene e nel male quello che verrà e quel che sarà di noi.
     
     
    Prendendo atto di quel che è stato e di ciò che potrebbe anche ricapitare quando meno ce lo si aspetta, ho deciso che rincomincerò dal punto in cui mi sono fermata per svuotare le mie scarpe dalla sabbia che mi infastidiva il cammino..
    .. Ora procedo scalza, con il vento che mi accarezza i capelli, i miti raggi del sole che mi illuminano la strada e mi dirigo verso un orizzonte a tratti conosciuto che tutto sommato potrebbe non essere così terribile come potevo pensare fino a ieri..
     
    January 09

    Prime emozioni.. vecchie sensazioni

     

    Ti vedo camminare a passo sostenuto,

    con quelle scarpe nere dalle suole bucate e livellate,

    tu,

    che ti reggi in piedi con le spalle stanche e ripiegate,

    appesantite dagli anni,

    dalle parole cattive,

    dai pensieri meschini,

    dai ricordi che pian piano si riducono sempre più ad un piccolo pugno che, quotidianamente, tentiamo  di tenere stretto e sigillato.

    Il capo chino in avanti e il naso già rosso per il freddo semi nascosto sotto la sciarpa di pile,

    la calotta blu risvoltata solo a metà con alcune piume bianche attaccate,

    qualche capello grigio e qualcuno in più bianco che ne esce e che si mostra timido alla realtà che lo assale,

    il vecchio giaccone verde scuro sporco ai lati, sicuramente strofinato come al solito contro il muro del garage,

    i jeans rotti e sgualciti.

     

    Ti osservo dalla finestra del cucinino prendendo l’accendino, per poi sbirciarti anche dalla grata del balcone, che ti allontani verso l’uscita.

    Ti osservo e mi vengono di colpo le lacrime agli occhi.

     La tua sagoma si immerge lentamente nella nebbia che ci circonda e un brivido mi attraversa le spalle e percorre la schiena.

    Accendo la sigaretta e mentre butto fuori il fumo,

    sparisci.

     

    Rimango in silenzio per qualche istante,

     come se stessi aspettando qualcosa, un segno, un rumore, una risposta forse..

    Poso il mio sguardo spaesato attorno a me,

    il luccichio del biancore quasi mi infastidisce la pupilla,

    che si fa più piccola, sempre più stretta man mano che si posa sui campi rivestiti di neve appena posata.

     Un cane sta correndo, sì, lo vedo muoversi e a gran velocità..

     

    .. Ma penso che tutto sommato potrebbe anche essere solo il resto del mondo che si muove attorno a lui,

    mentre lui è inconsciamente immobile sul suo terreno, apparentemente stabile.

     

     

     

    Attendo ancora qualche istante, spegnendo il mozzicone sul terriccio del vaso che guarda sui vialetti.

    Lo ripongo nel fazzoletto inumidito e lo tengo tra una delle mani conserte, rimanendo a guardare ciò che accade.

     

     

     

     

    Niente. Non accade nulla.

     

     

    Tutto tace.

    Come il silenzio che hai lasciato dopo che il rumore dei tuoi passi s’è fatto sempre più distante dal mio udito e dalla mia vista,

     ma non dal mio cuore né tanto meno dalla mia mente.

     

     

    January 06

    || Restart ||

     

    Anno nuovo, guardaroba nuovo e giustamente portafoglio (nuovo) vuoto!!

    Uahuahuah.. Tra ieri ed oggi ho fatto due giorni di shopping violentissimo, dalle scarpe, ai copri spalle, magliettine, jeans, pantaloni in cotone e anche qualche accessorio! Ehh, quando ci vuole, ci vuole! E direi che ci voleva veramente..


    Ma se questo è stato il momento del piacere, da domani ci sarà il dovere.. Ebbene sì, da domani ci si rimette in carreggiata per fare ciò che mi compete.. Rispolvererò e riaprirò i miei amatissimi libri (l'aggettivo forse potevo ometterlo) in vista dei prossimi esami.

    Ma sarà anche il momento di guardare verso nuovi orizzonti, abbandonandone qualcuno che mi son trascinata per tanti, tantissimi anni, anche se sinceramente sono pochi quelli che rimpiango, e provare a stanziarmi su una sola spiaggia..

    O per lo meno si tenta..

    Le opportunità sono infinite, basta aprire gli occhi, scrutare ogni angolo e scegliere un po' istintivamente, e un po' pensandoci anche una seconda volta, la meta adeguata.


    E quindi, buon rinizio a tutti quanti, anche se la maggior parte di voi sicuramente ha già rincominciato il tour de force da una settimana, o addirittura qualcuno propio non s'è dato il benché minimo stop!

     

     


    Ma se è vero che chi semina poi raccoglie (e fuma.. va bhè, l'ho messo tra parentesi perchè non c'entrava 'na "pippa"), prima o poi tutto ci verrà restituito mille volte meglio.
     

    January 01

    01/01/.. 2008

     
    Anno nuovo, vita nuova? Da quanto esiste questa tiritera di detto non lo so, ma lo si sente pronunciare da qualsivoglia bocca e a volte mi ostino pure io a ripeterlo, come un pappagallo, senza crederci nemmeno troppo.. Ma sarà mai vero?
    Alla fine, nel bene o nel male, le cose si ripetono sempre, negli errori si ricade in continuazione, che si tratti delle classiche vecchie buche centenarie o che siano di nuova creazione, ma tutto sommato credo che un’esistenza senza qualche macchiolina di inchiostro qua e là che sporca il foglio non sarebbe nemmeno entusiasmante..
     
    Ma qua e là, intendiamoci.. Non deve esserne dissipata, per carità!
     
     
     
     
    Lasciandoci alle spalle un anno che ha portato tante cose negative, un anno strano, pieno di perplessità, che ha seminato tante delusioni, molte mancanze, angosce e che ha messo nel sacco ben poche certezze, e che queste altro non sono che lo specchio riflesso di tanti anni passati a interpretare un ruolo che non mi si addice, speriamo che prima di andarsene nel suo viaggio ormai concluso se le sia riprese una ad una e portate via con sé, e che abbia invece lasciato a portata di mano di questo nascente quelle piccole ma importantissime sfacettature che m'hanno illuminato il cuore e rassicurato lo spirito negli ultimi mesi di inferno vissuto, in modo che possa giocarsi le carte giuste al momento più opportuno e che faccia diventare magnifiche le cose che si sono già dimostrate essere semplicemente grandi.
     
     
    ** Good luck everybody.. E buon 2008 a tutti! **
     
     
    December 24

    *** AuGuRi a tuTTi ***

     

    Tanti auguri

     

    CHERRY

     

    December 14

    Risveglio dolorosamente utopistico o sonno piacevolmente reale?

     

    Apre con fatica gli occhi ancora assonnati,

    il corpo giace inerme disteso sul pavimento.

    Non riesce a mettere a fuoco, non vede bene ciò che la circonda.

    Ma poco dopo, nascosta dall’oblio, scorge una sagoma..

     

    .. E’ lui. Ne è certa.

     

    Batte un'altra volta le sue lunghe ciglia nere ancora impregnate di mascara

    e la polvere si alza dalle sue palpebre,

    disperdendosi nell'aria che i due esseri respirano.

     

    Deglutisce pacatamente per non fare rumore,

     per non disturbarlo.

    Lo osserva ancora dormiente nel suo candore

    e assapora il gusto delle sue tiepide labbra

    posandole sofficemente sulle sue..

     

     

    .. La voglia di abbracciarlo e di stringersi a lui diventa sempre più impellente,

     ma poi decide di desistere e rimane a contemplare i suoi lineamenti

    per poterli ricordare ancora l’indomani

    quando tutto avrà avuto fine.

     

     

    Una morsa le divora lo stomaco pretendendo qualcosa di cui cibarsi,

    stringe la testa tra le spalle e le mani tra le gambe,

    rannicchiandosi repentinamente,

    mentre lui respira tranquillo al suo fianco.

    Dai suoi grandi occhi verdi nascono gocce di inconsueta quiete

    che lentamente le percorrono la guancia

    e si adagiano sul palmo della mano del suo compagno.

     

     

    Ora i suoi occhi si sono aperti,

    si posano su di lei

    e la rimirano affettuosamente.

    Pare quasi di sentirli sussurrare dolci parole

    trasmesse con la sola forza di quello sguardo intenso.

     

     

     

     

    Nell'etere che li ingloba nel suo laconico riposo

     i battiti aumentano,

    le labbra si dischiudono gradualmente

    e i corpi si muovono strusciando l'uno contro l'altro.

     

    Sente il suo calore e viene immediatamente rapita dalla fragranza che emana il suo corpo,

    un brivido le percorre la schiena denudata fino a giungere al collo

    dove giace il suo forte braccio che dolcemente si strofina sulla pelle.

     

    Poi un abbraccio intenso,

    un sospiro seguito da un altro,

     le mani si uniscono incrociandosi ripetutamente e tenendosi fermamente.

     Le voci si fanno più fioche,

    i respiri più intensi,

    le piastrelle del pavimento si appannano

    e per pochi istanti rimangono impresse su di esse le calco del desiderio,

    della passione,

    della loro complicità.

     

     

     

    Ma una volata di vento gelido spalanca di colpo la finestra della stanza

    depennando istantaneamente i segni del loro amore.

    Qualsivoglia gesto di quello che è stato viene annientato e scacciato

    dal luogo in cui tutto s’era creato.

     

     

    La ragazza batte nuovamente le palpebre spaventata,

    guarda accanto a se ma non vede più nulla.

     

     

     

     

    Nella stanza, ormai, giace solo il suo corpo inerme sulle fredde piastrelle del pavimento.

     

    December 04

    Nuovo intervento.. Nuovo spettacolo

     

    Premetto che scrivo solamente perchè non mi va di aprire il blog e ritrovarmi ogni volta come primo intervento qualcosa che non voglio salti subito all' occhio.. Come se fosse la cosa più importante per me, come se tutto il resto fosse vanificato..

    Perchè cazzo.. La vita va avanti.

    Deve andare avanti con le sue mille tonalità, le sue differenti sfaccettature che ci rovinano la pelle come tagliata da una lama che ci slisa di soppiatto, ma poi col passare del tempo la ferita si rimargina perchè non è poi così profonda da rendere impossibile la coagulazione.

     

    Perchè ci sarà una mano che toglierà dalla tasca il suo fazzoletto per tamponarla, e sentirai il suo calore e il suo dolce profumo, numerose saranno quelle che porgeranno con cura sulla tua pelle piccoli batuffoli di cotone impregnati di disinfettante e ci sarà anche chi ti applicherà il cerottino per poter continuare ad affrontare il gelido freddo senza che la ferita si riapra.

     

     

    Nella prima frase ho scritto che sentivo la necessità di aggiungere un nuovo intervento per fare un passo al di là di questo filo cupo, schietto e testardo.. Ma potrebbe anche venire spontaneo affermare che questa necessità nasce da una situazione di bisogno a porsela, perchè obiettivamente si potrebbe anche vivere senza apporre alcun cambiamento..

    Ma un cambiamento, più che rivolto all'estetica e alla percezione istantanea del blog, è necessario a questo vecchio rottame che da troppo tempo sta facendo suonare ripetutamente lo stesso disco, per mesi e mesi la stessa straziante melodia, così ripetitiva da diventare angustia.

     

    E allo stesso modo in cui son totalmente persuasa del fatto che occorra una svolta reale, concreta e decisa, allo stesso modo son certa che almeno la metà della mediocrità di quella che è la realtà che viviamo e che ci accingiamo a percepire quotidianamente, sicuramente è dovuta alla nostra propensione, alle nostre debolezze, alle nostre passioni.

    Ma in questo contesto che ormai non tollera più la presenza di un'unica macchia nera su sfondo bianco ma un insieme colorato e vivace di graduazioni, finalmente apro gli occhi che mi rendo conto solo ora averli tenuti chiusi troppo a lungo, e quello che intravedo innanzi a me è una verità tangibile, non solo con mano ma con i fatti, con le parole.. e non solo virtuali.

     

     

    Forse non era così vorace l'idea di far sparire quel commento come primo e di farlo scendere nella “scaletta” delle priorità, quanto lo era invece l'intenzione completamente spontanea e forse anche troppo istintiva di dare forma alla mia realtà, che non è quella che chi è esterno ad essa può pensare..

    .. No, è molto di più.. Sono, lo ripeto, parole, gesti, espressioni, dolci messaggi, sguardi, risate, momenti vissuti, e lo ribadisco vissuti.

     

     

    Sappiamo tutti quanti che se proviamo a cancellare quel velo di propizio vivere, sotto sotto lo cose rimangono sempre e pur tali per tutti e che come primo strato ci si presenta forse ancora quel volto chiuso nel rettangolino dello schermo, ma questa volta sarà coscientemente sorridente.

     

     

     

    E questo lo devo a voi.

    .. Soprattutto al non essere così vittime protagoniste senza appiglio né cagione in questo teatro che è la vita.

    .. Al dare uno spessore ai tendoni rossi che non permettono agli spettatori di vedere la scenografia cambiare.

    .. A rendere ogni spettacolo un successo eclatante.

     

    E se sono vere le parole The show must go on, io a questo proposito dico The show goes and will go on, perchè con la pasta di cui è fatta questa nostra compagnia teatrale son certa che tutto andrà a gonfie vele senza bisogno di porre mensilmente dell'olio alle porte per evitare stordenti cigolii.

     

     

    November 29

    Attendendo una risposta..

     
    Una vita.. pochi anni se visti singolarmente, ma comunque quasi una vita intera passati con te.. A conoscerci, a scherzare, a viverci nel vero senso della parola.. Quanti discorsi per il futuro, quanti paragoni nel passato e tanti riscontri nel nostro attuale presente, ormai purtroppo tanto distante.. Ora mi pare di non conoscerti nemmeno.. Mi sembra che quel giorno non sia mai stato scritto nella nostra storia come invece realmente è accaduto.. Mi riconosco inerme a passare questi giorni così aspramente vissuti senza quella presenza che credevo durasse in eterno, senza avere più la bandiera tra le mani, le mie mani sono spoglie, come gli alberi che ballano tra l’irruente vento in questo periodo..
     
    Mi ritrovo quasi distrattamente in un luogo a tratti rinomato dove, come in molti altri, riesco a ricollegare ancora attimi di spensierata felicità vissuti con te ed altre persone, che hanno marchiato il mio passato. Guardo in faccia il mio interlocutore, cerco di assimilare ciò che mi sta trasmettendo.. Ma irrimediabilmente penso a te..
     
    .. A te che eri così presente fino a qualche tempo fa, a te che mi hai fatto sentire davvero speciale, a te che con i nostri alti a bassi insieme si riusciva sempre a trovare una soluzione, una scappatoia nel nostro modo veloc, a te che quando tra una sorsata e l’altra del tuo tipico cocktail, deglutivi dolcemente la saliva, facendo quel rumore così carino con la lingua che sbatte sul palato, per poi riprendere il racconto, e io che nel contempo me la sghignazzavo ipocritamente perché ti amavo, a te che quando vedevi qualcosa che luccicava su una maglia color nero vedevo dipinti nei tuoi occhioni un barlume di gioia mai osservato prima, a te che ogni cosa nuova sembrava una nuova pagina da scrivere nel nostro firmamento, a te che ogni volta ci si ritrovata virtualmente era come la prima, a te che sei la prima persona a cui riesco a scrivere tutte le mie inquietudini.
     
    Non so dove ho sbagliato, ma se son giunta dove giaccio momentaneamente per forza di cose si è stati consenzienti entrambi.. Perché forse quello spesso filo di lana che si era creato con il succedersi degli eventi si è logorato, perché probabilmente quelle che erano le nostre certezze ora non lo sono più, perché il mondo apre le sue porte sempre più velocemente ad un orizzonte più vasto.. E purtroppo per quel poco che sono e che riesco ad esplicitarmi, non riesco a guardare avanti sicura nel mio essere senza avere paura.. Ho bisogno di te e della tua presenza, come son certa che tu necessiti della mia.. Nonostante tutto.. Che poi quel tutto se vogliamo analizzarlo fino in fondo altro non è che niente..
    .. Il silenzio è la peggiore delle malattie.. E con la sua mole e la sua progressività ci ha portato alla deriva di un oceano inesplorato.
     
    Sento le palpebre pesanti, le mani raggrinzite e la lingua che si muove velocemente sul palato.. Non desidererei neppure tornare indietro in questi pochi mesi, perché credo che comunque le cose succederebbero nonostante la volontà, e riviverle una seconda volta sarebbe doppiamente struggente.. Non vorrei nemmeno impormi quello che non dovrei scrivere o dirti, e nemmeno quello che invece dovrei.. Perché nel corso degli avvenimenti si imparano tante di quelle cose da riempire un’intera enciclopedia..
    Questo è il mio modo di sfogarmi con una realtà afona, sorda e antitetica.. Contrastata da tanti elememti avversi che non dovevano capitare.. Malintesi, parole omesse, sensazioni nascoste per non pesare.. Ma che quando suonano alla porta della coscienza sembrano pugnali diretti al cuore..
     
    Quando mi si chiede che fine hai fatto, perché non ti nomino più in queste mura snervanti come facevo prima ogni giorno, non sono in grado di dare una risposta, nemmeno a me stessa riesco.. Perché è stato tutto così improvviso, così insulso se ci pensiamo.. Interrogarsi sulle motivazioni potrebbe aiutarmi a captarne in concetto, ma non a sistemare quel che s’è creato..
    E ripeto si è consenzienti in questo avvicendarsi.. Direi un 50 e 50.. Ma per quanto ancora dovremo reggere le redini di questo cavallo imbizzarrito?
     
    Ricordo il tuo abbraccio, l’ultimo che mi ha donato.. Profumava di te..
     
    .. E mi ritrovo attualmente avversata dalla voglia di vederti anche in questo pazzo istante di euforica malinconia e contemporaneamente dalla brama di ripossederti come un tempo. Di viverti intensamente come allora, minuto per minuto.
     
    Perché, crescendo, maturano certe paranoie inesistenti?
    Per quale motivo diventiamo più insicuri e pessimisti?
     
    .. Forse non sono stata un’ottima presenza, come del resto tu in questi mesi hai detto di te nel miei confronti, i dubbi vengono spontaneamente.. Ma nonostante sappia di non esserlo stata, e con questo non credo di peccare di troppa sicurezza, vorrei parlare tanto con te, ma non del solito più e del meno, come ci capitava sempre, ma di noi, della nostra essenza, di quello che siamo e di quello che eravamo e del perché ora siamo così.
    .. E se non verremo a capo a nulla di questa procrastinata situazione ma ci si lascerà con uno sguardo lucido e doloroso, allora ti prenderò in braccio e ti farò girare per la stanza e verserò anche delle lacrime sulle tue spalle, perché non c’è ragione materiale per quello che sta succedendo.. Non c’è, davvero non esiste proprio.
     
     
     
      
     
     
    Mi auguro solo di non averti perso come gli alberi le loro foglie.. Ma si sa che la prossima stagione ne cresceranno di nuove, più forti e vivaci delle stagione precedente.. E tutto si ricreerà.
     

    November 22

    Auguri a NOI e a TE!

     

    Un anno oggi che ho conosciuto una persona speciale che fa tutt'ora parte della mia vita..
    Un anno oggi che ho visto dal vivo quella sua faccia buffa e tanto tanto tenera..
    Un anno oggi che ho trovato un fedele assertore come me dei trittici alcoolici..
    Un anno oggi che ti conosco eppure mi pare una vita intera..
     
    .. Ma da subito mi son accorta che con te sto bene perchè nel tuo genere sei davvero unico.

    Buon
     "NOSTRO PRIMO ANNO N2"..
     
     


    Oggi è anche un giorno speciale perchè è giunto a metà di secolo un altro grandissimo amico,
    una persona che ho perso di vista per ben 10 anni, ma che a fine giugno mi ha ritrovata nell'immensità della rete..
     
     
                                                           

    November 20

    Oggi mi sento così.. e nulla meno

     
    Nel nostro cammino incrociamo talmente tante informazioni da non saperle nemmeno più distinguere,
    da non essere più certi in quale colonna riporle
    se poterle cestinare o se doverle custodire per qualche istante,
    rendendole così partecipi di quello che siamo
    e farle divenire parte integrante di noi stessi.
    Incappiamo ripetutamente nel bene e lo affermiamo con fervore che è tale,
    ma in fondo non sappiamo neppure che cosa significhi,
    altrimenti cercheremmo di applicarlo maggiormente alla nostra persona e
    forse riusciremmo nell'intento di spargerlo dove necessario.
    Sentiamo sempre tante scuse per ovviare la via più diretta che probabilmente ci potrebbe ferire,
    ma mai così intimamente quanto quelle stupide deviazioni che si incontrano di continuo
    nello scorrere delle immagini.
     
     
    Oggi volo via con la malinconia,
    busso alla porta del mio vicino senza conoscerne il nome né la provenienza,
    eppure nei suoi occhi si rispecchia tanto entusiasmo per la realtà che quasi riesce da abbagliarmi, nonostante le mie spesse lenti nere .

    Dischiudo le mie piccole ali frastagliate e rovinate sentendo la brezza del vento di ponente,
    mi accartoccio con quel che trovo accanto alla mia spenta sagoma,
    ma per quanto possa provare a rintanarmi nelle pieghe dei cartoni marroni e sgualciti
    il freddo mi urta intensamente il cuore e lo fa ripetutamente,
    sempre più insistentemente.

    Sento i sensi travolti da questo blasone tagliente che perforando il cuore giunge nel profondo dell'anima,
    penetrando nei più bui corridoi di cui ho sempre inconsciamente ignorato l’esistenza
    e trapassa dall'altro lato del corpo..

    Ne percepisco la lama,
    ne intendo lo spessore e anche se a velocità smisurata posso captarne le rotazioni.
    Guardo squisitamente disorientata i piccoli brandelli di carne viva saltare via
    dal mio petto e dal mio ventre
    e spargersi sulle pareti di questo balcone retto senza pilastri.

    In lontananza piccoli clamori danno tono a queste vene ormai prive della loro linfa.
    Posso adocchiare avvilita gli occhi del campo di grano piangere nuovamente sulla loro terra umida,
    mentre osservano le vecchie foglie trasportate via dal vento senza aver porto l’ultimo saluto.
     
    Ed ecco che finalmente sento le labbra titillare,
    riesco ancora a morderle e a succhiare il mio stesso sangue,
    mentre il fuoco del focolare che poco fa zampillava
    ora s’è cosparso ovunque ed il fumo è ormai totale nella stanza..
    .. e le anime là dentro non sono mai state così colme di attenzione l’una per l’altra come in questi lunghi momenti.
     
    Ecco.
    Lo sento.
    Si è infiltrato dentro di me.. avverto la sua presenza e il suo estremo calore.
    Il fuoco mi ha raggiunta.
     
    Un ultimo sguardo all’orizzonte cosparso di una nebbia fitta che si mischia all’effluvio causato dall’incendio.
    Un intenso odore di corpi corrosi invade le mie narici.
     
    Ora chiudo gli occhi e questa volta per sempre..
     
    .. Finalmente riposano nell’inesistenza.
    Finalmente sto bene.
     
     
    Oggi è solo un giorno come tanti altri.
    Oggi è stato vissuto nella stessa maniera da altri milioni di persone.
    Oggi è stato condiviso qualcosa..
     Un sentimento,
    una parola,
    un’emozione,
    un pianto,
    una sofferenza,
    una litigata..
    Oggi mi sento più vicina al mondo di quanto non lo sia mai stata..
     
    Ma questo mondo a cui mi riferisco altro non è che quello che vedo nella quotidianità dell’ieri e dell’oggi..
    e che probabilmente anche domani si permetterà di bussare alla mia porta..
    .. senza sapere nemmeno chi sono e da dove vengo.
     




    November 16

    Liv's present.. My Kyo!

     
    Periodo di regali questo per me e non è neppure natale.. siete tutti troppo gentili..
    Questo.. non ho parole per descriverlo.. La Liv andata alla Lucca Comics ad Halloween m'ha comprato questa stupendissima borsetta di Kyo-chan, anime che adoro nella maniera più assoluta!    *_______*
     
     
     
    Io non ho davvero parole..
    Che posso dire se non Arigato gosai-mas Livia-chan.
     


    November 13

     

     

    A volte mi ritrovo a pensare.. pensare a quelle cose che compongono il mio mondo, quello che mi circonda, le cose che materialmente vedo e tocco con mano.. è difficile comprendere concretamente quanto ci sia realmente dietro, quanto lavoro sia stato effettuato per poterci trovare dove ora possiamo tranquillamente camminare, le pareti su cui appoggiamo ripetutamente le nostre mani, sentendo freddo e captandone la profondità, avvolgendoci nelle lenzuola e coprirci il naso con il piumone fresco appena rivestito con un trapuntino dell'Ikea in tinta con la camera delle barbie..

     

    .. Seduta alla mia scrivania celeste ad onda, poso il mio sguardo sullo schermo del pc nella sua integrità e scruto il mio riflesso perplesso e muto, rimanendo ad osservare come si trovi in quel rettangolino incorniciato di un azzurrino cupo senza avere la possibilità di uscirne a suo piacimento.. potrà solamente scostarsi nell'una o nell'altra direzione, ma sempre lì si troverà, inesorabilmente incastrato in quella dimensione a volte piacevole per tentare le varie possibilità di contrasto e luminosità, ma il più delle volte sarà combattuto con sé stesso nel provare a spegnere l'interruttore in modo da non doversi più specchiare e ritrovarsi sempre intrappolato in quei quattro lati ormai così conosciuti, così insopportabilmente puzzolenti, opprimenti fino alla nausea notturna che lo spingono a fingere di trovarsi in una condizione che può progredire per non far crollare i pixel che lo attorniano, per non permettere ai quattro angoli di restringere lo schermo visibile fino ad annullarsi totalmente e vedere solo buio e nessun riflesso stampato.. solo ed unicamente il nero, il nulla.. quello in cui nessuno può trovare identità né confronto..

    .. Prima che tutto ciò possa prendere il suo corso, il riflesso vorrebbe diventare materia attraverso i raggi del sole che colpiscono dolcemente il monitor, per poi potersi distaccare dal guscio che lo tiene prigioniero, dischiudere le ali e prendere il volo dalla finestra a cui spesso ha visto affacciarsi una figura con lo sguardo spaesato e demotivato.

     

    Sono qui a battere velocemente i tasti della tastiera con le unghie corte e colorate, la bocca asciutta e i brividi che salgono dalla schiena.

    Vorrei poter ritrovare per lui quella condizione di menefreghismo che gli permetteva di andare avanti senza porsi troppi se e troppi ma perchè, senza ritrovarsi ogni santo giorno a dover chiudere le palpebre per qualche secondo di fronte a tanta monotonia, a tanto implacabile tedio..

    Vorrei che per un giorno, un giorno soltanto, tutti i pixel potessero sentirsi come una foto salvata in JPEG e non in DIB.

    Vorrei tanto cambiare disco, percepire una nuova melodia.. Sì, mi piacerebbe tanto fargli ascoltare qualcosa di vero, di forte, di inalterabile anche ai fulmini che potrebbero rovinare l'hard disk..

    Vorrei comprare una piccola poltrona color corallo tenue, di quelle morbide ed avvolgenti, con i braccioli stondati e il poggiapiedi dell'altezza corretta per riporvi l'incessante tristezza che da troppi anni è costretta a subirsi ciò che ormai l'ha trasformata in prostrazione di fronte a tutto ciò che pare inerme per non essere più in possesso del suo cavallo bianco su cui poteva fare sfoggio delle sue remote qualità. Dal canto suo, l'instabilità non può far altro che tentare di captare i numerosi input quotidiani e fare del suo meglio di fronte alla cruda realtà per tradurli, assemblarli e tentare di esternarli. Ma tutto ciò che potrà realmente fare con mano, pensieri ed azioni non sarà mai abbastanza per saziare l'irrefrenabile normalità di cui siamo a conoscenza nel mondo di tutti i giorni, non sembrerà mai sufficiente per poter far sentire a proprio agio lo spazio a sé stante, né tanto meno per affievolire la sua costante condizione di aspro, di buco allo stomaco che si crea di fatto in fatto sempre più devastante anche agli occhi di chi può e deve volergli bene non solo per la figura che rappresenta ma anche per l’essere che è.. E tutti gli sforzi che saranno compiuti non basteranno neppure per poter credere di essere riusciti, una volta tanto, nell'intento di appagare tutti gli anni di fatiche fisiche e mentali.. E certamente non saranno quei discorsi da falso intellettuale studiati a memoria come se fossimo in un contesto elementare per dimostrare il suo valore..

     

    Ed ora che non è più presente quel filo logico che forse non era nemmeno tale allora, mi rendo perfettamente conto che non è recuperabile alcuna condizione di stabilità per conciliare i due pezzi della scacchiera. Bisognerebbe riprogettare tutto, ridisegnando le varie caselle e magari, anziché farle bianche e nere, potrei pensarle trasparenti, per poter capire meglio come agire prima che venga commessa qualche altra idiozia, di colori più vivaci e speranzosi, per poter contare realmente sulle persone con cui si deve cercare di convivere e con qualche specchio di lucentezza per illuminare i volti delusi dopo un’atra insperata ma percepita caduta.

    E come è ben risaputo che non è gustoso bersi il fondo di un cocktail completamente annacquato da cubettini di ghiaccio tritati, così nello stesso modo le figure che giacciono nel rettangolino sanno perfettamente che la situazione certo non cambierà mai di molto, ma quel che spaventa questo riflesso smarrito per tutti questi segni di incoscienza è la possibile e nemmeno poi tanto irragionevole risposta che potrebbe esserci dall’altro lato della scacchiera, risposta che avverrà in un futuro in cui le mie unghie saranno sempre della stessa tonalità di ora.. ma state pur certi che prima che questi quattro fottuti angoli si mangino anche l’anima del riflesso, questo avrà usato il suo dito indice per muovere costantemente il mouse per non far andare il pc in stand by..

     

    .. perché a questo mondo e nella società in cui viviamo non bisogna mai dipendere da nulla e da nessuno se non si vuole passare da giocatori a pedine, prigionieri di una mente incoerente con il corpo che ci sta ospitando. 

     

    November 07

    CheRRieS?!? Jaja!!

     
    Il regalo che mi ha fatto la Palombina mignonne.. non sono stupendi?!! *_____*