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    March 09

    + 26..

     

     

     Bella ed amabile illusione è quella per la quale i dì anniversari di un avvenimento,

      che per verità non ha a fare con essi più che con qualunque altro dì dell'anno,

        paiono avere con quello un'attinenza particolare,

         e che quasi un'ombra del passato risorga e ritorni sempre in quei giorni, e ci sia davanti:

     onde è medicato in parte il tristo pensiero dell'annullamento di ciò che fu,

         e sollevato il dolore di molte perdite,

        parendo che quelle ricorrenze facciano che ciò che è passato,

        e che più non torna,

         non sia spento né perduto del tutto.

     

     

      [G.L.]

    July 01

     

     

    Stesso orario, nessuna risposta.

    Silenzio assiduo,

    interrotto dal rumore dei tasti pigiati velocemente quasi per volersi liberare di un qualcosa di troppo..

    Un orario che sommato al giorno dà lo stesso risultato di quello precedente, ma senza alcun riscontro..

    Numeri reali,

     parole collegate,

     pensieri confusi che si intrecciano tra di loro e che giungono sul medesimo binario dopo numerosi chilometri percorsi..

     

     

    Un binario interrotto,

    che guarda con occhi serrati quello spazio infinito che lo distanzia dal resto, dal tutto e dal niente.

    L’immensità lo sovrasta e lo inghiotte.

    Un cratere nella storia, nella poesia, nell’anima e nei ricordi.

    Un vortice che strizza il cuore fino a farlo esplodere,

    che rapisce ogni senso pratico portando indissolubilmente alla deriva.

    Un burrone,

    così profondo da non essere consci che vi sia realmente un punto di arrivo.

    Un baratro muto, afono e tagliente,

    che ha la capacità di far tremare cielo e terra,

    liquefando ogni cosa che trova sul suo cammino,

    corrodendo qualsiasi concetto innalzato,

    distruggendo qualsivoglia speranza di salvezza.

     

     

    Il tempo scorre e i conti non tornano più..

    La distanza che separa il concreto dall’astratto non è più cosa certa,

     non esistono più rocce a cui aggrapparsi, anch’esse preda al disfacimento..

     

    Non ha alcun senso sperperare altro tempo prezioso..

    Mi lascio cadere esanime nell’incommensurabile dirupo di perdizione, antinomia e riflessioni insalubri attendendo l’epilogo di questa snaturata decisione.

    Un solo pensiero gorgoglia:

     continuare a sprofondare sempre più velocemente,

     cosicché il corpo prenda rapidamente fuoco fino a bruciare,

     affievolendosi e sparendo per sempre,

     con tutto il resto..

    il tutto ed il niente.

     

    May 22

    Mancanze che logorano..

     

    E’ durante queste repentine crisi che mi rendo davvero conto di essere sola,

    sento la mancanza dei tuoi occhioni grigi costantemente puntati su di me, le tue mani sempre gelate che mi regalavano carezze e che mi stringevano a te..

    È mentre provo il disgusto guardandomi allo specchio che avverto l’assenza dei tuoi racconti, il modo che avevi di intrattenermi e quello in cui così spontaneamente riuscivi a farmi provare piacere..

    La percepisco dal silenzio che cala nella stanza dove giaccio,

    quando mi ritrovo senza alcun pensiero da offrire alla mia mente,

    senza trovare parole che questa bocca infame potrebbe emettere,

    senza ulteriori promesse che fingo a me stessa di volere mantenere..

     

     

    Il corpo avvolto nel buio più profondo,

    sgorgo da questo oblio con la sola testa rischiarata dall’artificiale luce che quotidianamente investe i miei sensi fino ad intorpidirli e resto a fissarla,

    attendendo un corto circuito che mi trasmetta elettricità e che ponga fine a questa vanificante sensazione di vuoto e di insoddisfazione..

    .. di inquietudine e disillusione si cibano le mie vene che spurgano sangue insipido,

    energia macchiata da continue finzioni di appagamento e beatitudine,

    impronte dissipate sui vari muri che questi occhi stanchi cercano continuamente di migliorare inutilmente..

     

     

    E quando qualcuno si renderà conto delle mie reali intenzioni, solo allora forse potrete dare fuoco alle mie ossa e potrete spazzare via con ripetute alitate queste mie ceneri bastarde che per tempo vi sono state d’impiccio; si scrolleranno i miei odori dagli spazi comuni, riuscirete a captare finalmente quel filo di liberazione che forse non vi sareste mai aspettato,

    ma i miei sguardi rimarranno e permarranno nell’aria che respirate, li prenderete inconsciamente con voi e lì persisteranno fino a divorarvi l’anima,

    e i miei occhi pieni di rancore resteranno a contemplare i vostri corpi sciogliersi nell’acido, sentendo le vostre urla e grida che si affievoliscono sempre più fino a spegnersi..

    .. come la vostra cattiveria,

    la vostra intolleranza,

    le vostre frequenti assenze,

    i vostri sguardi sempre altrove.. mai dove invece dovrebbero essere..

     

     

     

    Giungerà poi l’istante in cui mi ritroverò a vomitare tutta la merda che mi sto tenendo dentro e che lentamente mi sta soffocando e, quando questo avrà avuto luogo, intraprenderò la strada della depurazione,

    mi purificherò volendo morire internamente per risultare più viva e,

    come se stessi rinascendo, mi scorderò di voi, della vostra presenza nella mia vita e di quello che siete stati per me:

     

    vi cancellerò dal vostro progredire e anche voi diverrete, come me, polvere dispersa nel buio.

     

    April 01

    Pensieri non ultimati

     

    Le parole scorrono lente in questo mare di sentimenti esplosivi, ostacolate da pareti di cemento che cadono sparse sul cammino, rendendo il passaggio stretto e difficoltoso.. I sibili non si scordano di presentarsi quotidianamente ad un udito che non riesce ad accettare l’amarezza di questo dolce calorico; stridii che lottano nei convogli di vento portando vezzeggiamenti sempre più crescenti lungo un corso che non pare più così appianato come poteva sembrare ad una mente confusamente rapita dalla sagacità degli animi. Appoggiando la mano su di queste enormi pareti che mi permettono di accostare lievemente la nuca alle spalle, ne assumo l'umidità ed il gelo che, passando attraverso la mia carne, si intorpidiscono in me e mi rapiscono.

     

    Pensavo a quanto vorrei esultare in tali momenti,

    a come lo spirito che vige in me vorrebbe uscirne e mettersi a ballare sulle disperse note armoniose che nell'aria si spargono, ma lo sgomento essendone ghiotto ruba proprio sotto gli occhi la nostra prediletta preda, senza permettermi di rendermene conto e così l’afonia torna incontrastata in questo oceano di parole, parole confuse, parole dissennate, parole importanti.. parole e ancora parole..

     

    Riflettevo a quanto sarebbe bello potersi sentire liberi di esprimersi nella maniera che vorremmo adoprare, nel modo che ci risulta più prossimo e che riesce a riflettere ciò che in quell'istante sentiamo, senza il timore di quello che potrebbe seguire dopo, senza la smania di vedere, aggrottando naso e sopracciglia, quella smorfia rognosa e fastidiosa, che pizzica animo e cuore e che fa scattare la leva dell’ira e dell’inversione, senza doversi abbandonare alla solitudine e all'intuizione di quello che potrebbe succedere, senza dover sentire gli occhi pizzicare balenando in testa quel pensiero fisso, che continua a battere incontrastato come un martello pneumatico alle tempie, senza doversi sentire poco dopo le guance inumidirsi per poi guardare basita sul fazzoletto quelle chiazze nere che paiono disegnate con la china, trasformando un viso ammutolito e vegeto in una maschera monocromatica senza volto né mente.

     

    Vorrei altrettanto che questo post restasse cristallino e probo così com’è,

    vorrei a dir il vero non dover cambiare il finale di questo post ma già so che quando lo pubblicherò alcune righe non saranno riportate,

    vorrei che tutti mi lasciaste libera di esprimere queste parole senza aspettarvi delle spiegazioni, delle argomentazioni, senza dovermi svegliare la mattina con un groppo ulteriore alla gola per dover trovare le parole giuste per analizzare, per descriverne i dettagli,

    senza dover ascoltare i soliti stordimenti di parole saccenti che di caso in caso si fanno sempre più strazianti, perché le emozioni che interessano una sola immagine cambiano da un istante all’altro e una bocca estranea alla situazione non sarà mai in grado di captarne il reale contenuto.

     

    Niente spiegazioni, solo silenzio.

     

    Voglio ammirare in pace e risolutezza lo spettacolo che i miei occhi stanno scoprendo,

    ad ogni battito di ciglia l’immagine a me innanzi pare sempre più radiosa e mi permette di percepire finalmente quella brezza che tanti mi decantavano, ma da cui l’istintività e la razionalità erano consenzienti a snobbarla pienamente.

    In codesta comprensione sarebbe bello poter riavvolgere il nastro e rivivere tutto dagli albori di questo incantesimo, e quando la cassetta termina girarla dall’altro lato, avendo cura di riportare altri attimi, che per la loro fugacità e spontaneità potrebbero scappare via dalle mani senza prima averne captato il reale significato che potrebbero avere.

    Le farò mie, le imprigionerò nel mio cuore e stenderò una pagina per poterle ricordare, per sentirmi ancora viva anche in momenti di spossatezza e di venia. Perché si sa i dettagli straordinari vengono alla luce inaspettatamente, non concedendo a nessuno il privilegio di ammirarli e goderli come sarebbe giusto fare, lasciano quella scia di magia nell’aria che portano solo la costernazione di non essere stati in grado di apprendere quegli istanti prodigiosi che mai più si ripresenteranno tali.

     

    Vorrei avere la capacità di dare voce a queste sensazioni,

    Vorrei sentirmi sempre come quando si fa il primo tiro, che lascia quella sensazione di distensione totale,

    vorrei che il mio sorriso non tramontasse mai,

    vorrei averlo sempre, come in questo periodo, perchè finalmente so di essermi ritrovata, so di aver conosciuto una parte di me che non esisteva o che forse era stata dimenticata tanti anni fa, archiviata nell’oblio di qualsivoglia sentimento..

    Vorrei riuscire a proseguire questo cammino a testa alta e avere comunque un’anima serena e consapevole della gaiezza che sta vivendo anche nei momenti di serietà o di ansia,

    vorrei non dover pensare al domani e riuscire a vivere più profondamente il presente,

    vorrei non dover raccontare tutte queste stronzate per stare bene,

    vorrei poter donare tanto,

    vorrei essere in grado di fare di più e di non risultare sempre un peso infantile..

     

    ..vorrei essere capace di vivere,

     

    vivere e basta..

     

    […]

     

    February 27

    Parole schiette senza fuga

     
    Non sopporto il tuo respiro, quando si fa pesante e lungo, quando tentenna durante i silenzi che cadono soventemente nella stanza, e quei sospiri che lo disturbano, svegliandolo repentinamente e facendo sobbalzare anche gli spiriti morti da tempo.
     
    Non accetto il tuo sguardo malizioso, che cerca inevitabilmente nell’aria qualche scusa per opporre obiezione a tutto ciò che è stato difeso o a ciò che è stato rifiutato.
     
    Non concepisco la maniera con cui ti poni al mondo, l’arroganza e la saccenteria che sfoggi divagando per il corso dei pilastri che t’hanno cresciuta e fatta divenire ciò che sei.
     
    Non tollero il tuo tono di voce, così sprezzante verso ciò che non ti compete per il puro gusto di non volerlo far appartenere a te stessa.. Così come detesto pienamente il conseguente stato di vittimismo che ne sorge e che ti trascini per lunghi cammini, nella tua eterna convinzione di voler supportare, ciò nonostante, tutto quello in cui credi al punto da non accorgerti che il tuo universo sta cambiando, ha ormai preso nuove sembianze, nuovi stili e nuove essenze..
     
    .. Per poter passare almeno mentalmente dallo stato solido a quello gassoso, evaporando e dissolvendosi per sempre..
     
    .. E allo stesso modo, standotene nella medesima condizione di inettitudine, non ne coglierai mai il motivo, la radice da cui tutto è nato.. Perché la linea di confine della tua mente giace ad una dimensione troppo distante da ciò che attualmente ti passa proprio sotto gli occhi. E probabilmente quando ti renderai conto di quello che potrai realmente stringere con mano solida, sarà troppo tardi per poterlo riconoscere come quella cosa in cui credevi e su cui facevi tanto affidamento tempo fa.
     
    Perché le cose si modificano, le persone prendono strade diverse da quelle che ci si era prefissati in un passato lontano, troppo discosto dal presente che cerchiamo di vivere attualmente.. E nel nostro caso le nostre non potevano essere altro che divergenti.
     
    E’ una questione di incompatibilità a pelle, nonostante dietro tutta questa profonda asprezza, con cui quotidianamente devo lottare per tentare di assopirla, un qualcosa di buono certamente si cela. Perché tutto sommato credo tu non sia realmente una persona cattiva, semplicemente è un modo diverso di concepire la vita, in tutte le sue sfaccettature, scelte e criteri di pesare diverse quantità e qualità in modi differenti..
     
    C’è chi la pensa come te.
    E invece chi come me crede bisogni distogliere lo sguardo e l’attenzione da tutte quelle parole, da quei pensieri e da quei gesti che sono d’impiccio, che non fanno altro che decorare inutilmente uno sfondo che risulta agli occhi già bello e completo per come si pone.
    E se quegli occhi non sono i tuoi, pazienza.. Dalla mia visione, da questo piccolo angolino in cui mi accingo ad ammirare e a capire il mondo, io la vedo e la interpreto in codesto modo.. E non sarà di certo un capriccio o un ulteriore dissenso a farmi optare per un’alternativa..
     
    Perché le persone possono variare per piacere altrui, ma la mente, quella prima o poi ritorna sempre al suo stato brado, come antecedentemente ad una metamorfosi forzata e non del tutto sentita.
     
    February 12

    Pensieri opportuni??

     
    Oggi scrivo queste parole derivate da un pensiero che mi balena nella testa da qualche periodo..
    Un concetto che nasce puntiglioso, fuoriuscendo dalle righe di euforia che accompagnano la melodia che si sparge nell’aria, che di tanto in tanto pare crescere di qualche nano millimetro sottopelle e che al momento inizia a bruciare, nonostante ciò che provochi sia tutt’altro che nocivo.
     
     
    Mai scorderò il tuo motto, la frase della tua presentazione e proprio a quello sto asserendo..
    .. Perché anch’io mi rispecchio in ciò che tu credi di essere, in quello che, voltandoti e togliendoti la polvere dalle spalle, puoi ancora esattamente vedere come un manifesto stampato innanzi al viso, in ciò che hai vissuto e che forse continui a vivere attualmente..
    .. Ma mentre la tua è ormai divenuta quasi una questione di elogio tale da porla su un piedistallo d’orato, e che quella ubicazione sia a te attagliata a pennello, nel mio caso non riesco a ritrovare in quel riflesso che ho intravisto tempo fa un’identità, un segno che mi si addica e che mi faccia intendere che mi appartenga.
     
    E’ una vertenza sul sapersi ritrovare nel marasma caotico che ci ingloba e riconoscersi per quello che si è realmente, l’attitudine e la facoltà mentale di mettersi a nudo, accorgendoci realmente di quelli che sono gli input che siamo all’altezza di trasmettere e degli output che siamo in grado di recepire nel medesimo contesto che, contemporaneamente, ci comprime tenendoci una mano sulla testa e che ci offre ampi spazi ai lati..
     
     
    E’ tutta una disputa sul saper accettare ciò che troviamo leggendo bene tra le pagine, evidenziando i concetti chiave che neppure servendoci di una buona dose di ingenuità possiamo tralasciare, e dobbiamo farlo anche umilmente, abbassando la testa e rassegnandoci alla realtà..
    .. Perché se in codesto modo ci si presenta, un motivo, riconducibile alla nostra personalità di cui noi siamo perfettamente a conoscenza, c’è, esiste e lo abbiamo proprio sotto mano, solo che non vogliamo accorgercene o forse non vogliamo riconoscerlo come nostro..
     
    .. E solo, solo nel momento in cui lo avremo riconosciuto e colto come tale, allora potremo avere la presunzione di domandarcene il motivo, sì, solo allora.
     
     
     
    Su quale piatto della bilancia ci si riscontri in momenti come questi ha ben poca importanza: che ci si trovi dalla parte del torto o da quella della ragione, è totalmente indifferente.
    Che si stia sopravvalutando la circostanza, gonfiandola a dismisura, potrebbe essere un dettaglio da verificare, ma già avendo stilato queste quattro parole in croce mi rendo conto di aver appreso il contesto in cui verso, penso di averne captato il frangente.
    E ora abbandono la penna e mi faccio da parte, osservo la scena e ciò che i personaggi creeranno..  
     
    Perché tutto sommato va bene anche in questo modo, anzi forse come in molti altri ambiti, prima o poi arriveranno le gratificazioni.. Anche se ancor ora non riesco ben a comprendere in quale forma si potranno mai presentare..
    .. Sono però persuasa del fatto che i miei attori non mi deluderanno e che vivranno loro stessi da protagonisti quel piccolo frammento di cielo che avevo ideato e disegnato tempo fa, mentre io rimarrò a guardare da spettatrice sorpresa il continuo del mio esordio.
     

    February 05

    Anima

     
    Anima..
    Anima fragile, che ti dissipi celermente come quelle impronte sul vetro della finestra appannato dal vapore quando ci si disegna sopra.
    Anima pur sempre speranzosa di incrociare sul proprio cammino un inaspettato bagliore che ti sostenga le spalle, raddrizzandotele, e che ti allacci le stringe delle scarpe prima di avvicinarti al suo caldo petto.
     
    Anima che seguiti imperterrita per questo sentiero che, di sole in luna e di luna in sole, pare sempre più antitetico alla tua personalità..
    .. Tu che, cercando di convincerti che quel che continui a vivere sia parte del corpo che ti ospita o forse di uno in cui hai dimorato in passato e che cerca ancor ora le ceneri andate perdute del legame che penosamente poteva esserci, non demordi.
     
     
    Anima caotica e sconclusionata,
    anima vagante ed eternamente oscillante come il pendolo di un orologio.
    Anima stanca delle catene agli arti che ti portano ad una ripetuta e monotona condizione di costernazione da cui puoi prendere sporadicamente una boccata d’aria fresca rigenerante e divenire sostanza vagheggiata.
     
    Anima passionale, che ti invaghisci dell’amore nelle sue forme più astruse ed incerte.
    Anima stupida,
    anima sognatrice, che tenti di insegnare alla concretezza come poter sposare definitivamente la libertà.
     
     
    Anima sadica, che versa acrimonia dai suoi scaltri occhi che rovistano, scrutano e criticano..
    .. Tu, che in quelle stesse lacrime riesci a specchiarti pur sentendo i rimorsi di coscienza.
     
    Anima sfacciata che sguaini la tua tracotanza come fosse un gesto eroico.
    Anima ribelle,
    anima che non trova pace, abbattuta nel dirupo che tu stessa ti stai scavando.
     
     
    Anima che ami i gesti semplici e gli sguardi ben lontani dall’apparenza, perché riescono a colmarti più profondamente rispetto a mille falsi sorrisi o tante parole saccenti.
    Anima che disprezza la compassione, la pietà e l’indulgenza,
    anima che supporta la sensibilità, il rispetto e la benevolenza.
     
    Anima incoerente col mondo e con te stessa per la brama di volerti comprendere maggiormente.. Tu che quell’equilibrio sopra la follia non hai ancora trovato, e che per tua indole probabilmente mai vorrai trovare.
     
     
    Anima ricercatrice di fiducia, di affetto, di tenere effusioni.. Tu che vorresti essere in grado di amare senza sentirti soffocare dall’inquietudine di crollare e rotolare per vie lontane, che vorresti assaporare finalmente con serenità quel tramonto rossastro, tagliato dai rami secchi di betulla, in assenza di angosce e del patimento che possa venir mascherato improvvisamente da nuvole grigie cariche di pioggia.
     
     
    Anima solare,
    anima splendente,
    anima euforica e fortunata per i brividi ed i turbamenti che sei riuscita ad incontrare nel tuo passaggio.
     
    Anima dannata,
    anima svilita,
    anima rammaricata di quelle forze che non convergono al momento giusto o che addirittura non sussistono mai.
     
    Anima timorosa ed inconscia dei capolavori che racchiudi in te, tenendoli celati all’aurora e anche a te stessa.
    Anima volutamente esentata da elogi e lusinghe,
    anima sminuita, il cui desiderio più grande sarebbe quello di svanire nel nulla e divenire invisibile.
     
     
    Anima mia,
    anima bella.. riposa bene durante questa notte di ordinario cedimento e che qualcuno o qualcosa ti porti consiglio per vivere meglio il tuo domani e che ciò che hai passato oggi svanisca in un timido bisbiglio al sorgere del sole, che si fa sempre più filiforme fino a spegnersi inesorabilmente.
     
    January 15

    Che tutto veloce nasca e veloce finisca..

     
    Ti amerò perennemente,
    ti ricorderò ininterrottamente,
    avrò assiduamente un pensiero rivolto a te,
    nelle notti che passerò con qualcuno penserò se veramente poteva accadere, mentre in quelle di solitudine rifletterò a come potevi essere, a come ti avrei preso, a come mi avresti preso, se avresti potuto far nascere e crescere in me quella fiamma che ancora mi manca e che credo mai si creerà, dipendesse da me.
     
    Uno sguardo tentennante sarà sempre rivolto a quella notte,
    a quei minuti,
    al calore che si propagava lentamente,
    alla mente che viaggiava ancora una volta ma che al contempo voleva fare velocemente ritorno sulla terra per intendere quello che accadeva,
    a tu che ti creavi dal nulla,
    da un momento inesistente,
    da un corpo non tuo,
    da un’anima che non poteva appartenerti realmente,
    da una serie di atteggiamenti insiti..
    e poi io che t’ho distrutto.
     
    Mai ti conoscerò,
    mai potrò vederti ed osservarti,
    mai ti toccherò concretamente perché nello stesso modo lesto in cui sei arrivato te ne sei anche andato..
    Le domande sorgono spontanee per curiosità,
    per quella parte di amore che non t’avrei mai dedicato,
    per quella parte di affetto che non c’era nemmeno volendola cercare tra l’artefatta passione che sembrava coinvolgerci, travolgerci per poi abbandonarci ancora una volta,
    per il come è stata la cosa..
     
    Così assurda ma così reale.
     
    Sarai sempre ricollegato alle perplessità, ai momenti di silenzio e di angoscia che ho avvertito e vissuto, a quello che m’ero costruita tempo fa e che tenevo chiuso nella mia mente da instabile sognatrice, ai diversi contrasti emotivi di quella notte, ai mille e più pensieri nebbiosi ma pur sempre soffici come un pugnale dalla punta di piuma che accarezza la pelle dal basso verso l’alto..
     
     
     
    ..
    Forse davvero ci si deve sentire alla fine un po’ male..
    Forse alla fine di questa triste storia qualcuno troverà il coraggio per affrontare i sensi di colpa e cancellarli da questo viaggio..
    Per vivere davvero ogni momento,
    con ogni suo turbamento..
     
    .. Come se fosse l’ultimo..   [Vasco_Sally] 
     
     
     
     
    Potresti anche essere stato solo uno minuscolo spazio tra due parole che non si sono mai conosciute,
    mai viste,
    totalmente antitetiche tra di loro..
     
    .. Ma come tutte le cose che hanno luogo durante vita c’è sempre una motivazione,
    la si cerca,
    se la si trova la si afferra e la si fa propria.. E in fondo a tutte le menzogne, a quegli sguardi disillusi, a quelle mani che tremano ancor ora davanti a tanta ingannevole sicurezza, son certa ce ne sia anche una per questo piccolo puntino di inchiostro che s’è versato sul foglio bianco che stavo scrivendo col passare degli anni..
    .. Un lato mi sprona a non pormi altri interrogativi e vivere quello che sarà,
    nel modo che verrà,
    con chi verrà,
    se verrà..
     
    Perché tutto sommato gli errori fanno male,
    li captiamo sulla nostra stessa pelle,
    li sentiamo sovrastarci come la sabbia del deserto quando i piedi affondano inesorabilmente in essa, e a volte pare di non riuscire nemmeno ad aprire bocca per paura di venirne soffocati, per paura di compierne altri, per paura di modificare troppo il decorrere degli eventi..
    Ce ne accorgiamo e a volte dobbiamo solo rimanere inermi a vederci sprofondare in questa buca che abbiamo scavato con le nostre stesse mani..
     
     
     
    ..
    ed un pensiero le passa per la testa
    forse la vita non è stata tutta persa...
    forse qualcosa s’è salvato,
    forse davvero non è stato poi tutto sbagliato
    forse era giusto così..   [Vasco_Sally]
     
     
     
     
    Ma credo che se è vero che sbagliando s’impara, in un modo o nell’altro si può sempre trovare un rimedio, una soluzione, una via di fuga a ciò che ci tiene intrappolati in una condizione di assidua reticenza..
    Per riprendere ancora una volta le nostre giornate,
    riprendere a vivere con il sorriso,
    riavviarsi, con la testa forse un po’ più appesantita dalle domande e con qualche esperienza in più che ci completa, verso questo lungo e difficile percorso per imparare ad amare veramente,
    andando al di là delle classiche chiusure mentali, provando ad assaporare qualche granello in più dei numerosi fotogrammi che ci passano davanti agli occhi,
    che a volte lo so ci stordiscono,
    a volte ci fanno emozionare,
    altre ci fanno perdere totalmente la testa..
    .. Ma in ogni caso si tratta pur sempre di parti della nostra vita che condizionano nel bene e nel male quello che verrà e quel che sarà di noi.
     
     
    Prendendo atto di quel che è stato e di ciò che potrebbe anche ricapitare quando meno ce lo si aspetta, ho deciso che rincomincerò dal punto in cui mi sono fermata per svuotare le mie scarpe dalla sabbia che mi infastidiva il cammino..
    .. Ora procedo scalza, con il vento che mi accarezza i capelli, i miti raggi del sole che mi illuminano la strada e mi dirigo verso un orizzonte a tratti conosciuto che tutto sommato potrebbe non essere così terribile come potevo pensare fino a ieri..
     
    January 09

    Prime emozioni.. vecchie sensazioni

     

    Ti vedo camminare a passo sostenuto,

    con quelle scarpe nere dalle suole bucate e livellate,

    tu,

    che ti reggi in piedi con le spalle stanche e ripiegate,

    appesantite dagli anni,

    dalle parole cattive,

    dai pensieri meschini,

    dai ricordi che pian piano si riducono sempre più ad un piccolo pugno che, quotidianamente, tentiamo  di tenere stretto e sigillato.

    Il capo chino in avanti e il naso già rosso per il freddo semi nascosto sotto la sciarpa di pile,

    la calotta blu risvoltata solo a metà con alcune piume bianche attaccate,

    qualche capello grigio e qualcuno in più bianco che ne esce e che si mostra timido alla realtà che lo assale,

    il vecchio giaccone verde scuro sporco ai lati, sicuramente strofinato come al solito contro il muro del garage,

    i jeans rotti e sgualciti.

     

    Ti osservo dalla finestra del cucinino prendendo l’accendino, per poi sbirciarti anche dalla grata del balcone, che ti allontani verso l’uscita.

    Ti osservo e mi vengono di colpo le lacrime agli occhi.

     La tua sagoma si immerge lentamente nella nebbia che ci circonda e un brivido mi attraversa le spalle e percorre la schiena.

    Accendo la sigaretta e mentre butto fuori il fumo,

    sparisci.

     

    Rimango in silenzio per qualche istante,

     come se stessi aspettando qualcosa, un segno, un rumore, una risposta forse..

    Poso il mio sguardo spaesato attorno a me,

    il luccichio del biancore quasi mi infastidisce la pupilla,

    che si fa più piccola, sempre più stretta man mano che si posa sui campi rivestiti di neve appena posata.

     Un cane sta correndo, sì, lo vedo muoversi e a gran velocità..

     

    .. Ma penso che tutto sommato potrebbe anche essere solo il resto del mondo che si muove attorno a lui,

    mentre lui è inconsciamente immobile sul suo terreno, apparentemente stabile.

     

     

     

    Attendo ancora qualche istante, spegnendo il mozzicone sul terriccio del vaso che guarda sui vialetti.

    Lo ripongo nel fazzoletto inumidito e lo tengo tra una delle mani conserte, rimanendo a guardare ciò che accade.

     

     

     

     

    Niente. Non accade nulla.

     

     

    Tutto tace.

    Come il silenzio che hai lasciato dopo che il rumore dei tuoi passi s’è fatto sempre più distante dal mio udito e dalla mia vista,

     ma non dal mio cuore né tanto meno dalla mia mente.

     

     

    December 14

    Risveglio dolorosamente utopistico o sonno piacevolmente reale?

     

    Apre con fatica gli occhi ancora assonnati,

    il corpo giace inerme disteso sul pavimento.

    Non riesce a mettere a fuoco, non vede bene ciò che la circonda.

    Ma poco dopo, nascosta dall’oblio, scorge una sagoma..

     

    .. E’ lui. Ne è certa.

     

    Batte un'altra volta le sue lunghe ciglia nere ancora impregnate di mascara

    e la polvere si alza dalle sue palpebre,

    disperdendosi nell'aria che i due esseri respirano.

     

    Deglutisce pacatamente per non fare rumore,

     per non disturbarlo.

    Lo osserva ancora dormiente nel suo candore

    e assapora il gusto delle sue tiepide labbra

    posandole sofficemente sulle sue..

     

     

    .. La voglia di abbracciarlo e di stringersi a lui diventa sempre più impellente,

     ma poi decide di desistere e rimane a contemplare i suoi lineamenti

    per poterli ricordare ancora l’indomani

    quando tutto avrà avuto fine.

     

     

    Una morsa le divora lo stomaco pretendendo qualcosa di cui cibarsi,

    stringe la testa tra le spalle e le mani tra le gambe,

    rannicchiandosi repentinamente,

    mentre lui respira tranquillo al suo fianco.

    Dai suoi grandi occhi verdi nascono gocce di inconsueta quiete

    che lentamente le percorrono la guancia

    e si adagiano sul palmo della mano del suo compagno.

     

     

    Ora i suoi occhi si sono aperti,

    si posano su di lei

    e la rimirano affettuosamente.

    Pare quasi di sentirli sussurrare dolci parole

    trasmesse con la sola forza di quello sguardo intenso.

     

     

     

     

    Nell'etere che li ingloba nel suo laconico riposo

     i battiti aumentano,

    le labbra si dischiudono gradualmente

    e i corpi si muovono strusciando l'uno contro l'altro.

     

    Sente il suo calore e viene immediatamente rapita dalla fragranza che emana il suo corpo,

    un brivido le percorre la schiena denudata fino a giungere al collo

    dove giace il suo forte braccio che dolcemente si strofina sulla pelle.

     

    Poi un abbraccio intenso,

    un sospiro seguito da un altro,

     le mani si uniscono incrociandosi ripetutamente e tenendosi fermamente.

     Le voci si fanno più fioche,

    i respiri più intensi,

    le piastrelle del pavimento si appannano

    e per pochi istanti rimangono impresse su di esse le calco del desiderio,

    della passione,

    della loro complicità.

     

     

     

    Ma una volata di vento gelido spalanca di colpo la finestra della stanza

    depennando istantaneamente i segni del loro amore.

    Qualsivoglia gesto di quello che è stato viene annientato e scacciato

    dal luogo in cui tutto s’era creato.

     

     

    La ragazza batte nuovamente le palpebre spaventata,

    guarda accanto a se ma non vede più nulla.

     

     

     

     

    Nella stanza, ormai, giace solo il suo corpo inerme sulle fredde piastrelle del pavimento.

     

    November 20

    Oggi mi sento così.. e nulla meno

     
    Nel nostro cammino incrociamo talmente tante informazioni da non saperle nemmeno più distinguere,
    da non essere più certi in quale colonna riporle
    se poterle cestinare o se doverle custodire per qualche istante,
    rendendole così partecipi di quello che siamo
    e farle divenire parte integrante di noi stessi.
    Incappiamo ripetutamente nel bene e lo affermiamo con fervore che è tale,
    ma in fondo non sappiamo neppure che cosa significhi,
    altrimenti cercheremmo di applicarlo maggiormente alla nostra persona e
    forse riusciremmo nell'intento di spargerlo dove necessario.
    Sentiamo sempre tante scuse per ovviare la via più diretta che probabilmente ci potrebbe ferire,
    ma mai così intimamente quanto quelle stupide deviazioni che si incontrano di continuo
    nello scorrere delle immagini.
     
     
    Oggi volo via con la malinconia,
    busso alla porta del mio vicino senza conoscerne il nome né la provenienza,
    eppure nei suoi occhi si rispecchia tanto entusiasmo per la realtà che quasi riesce da abbagliarmi, nonostante le mie spesse lenti nere .

    Dischiudo le mie piccole ali frastagliate e rovinate sentendo la brezza del vento di ponente,
    mi accartoccio con quel che trovo accanto alla mia spenta sagoma,
    ma per quanto possa provare a rintanarmi nelle pieghe dei cartoni marroni e sgualciti
    il freddo mi urta intensamente il cuore e lo fa ripetutamente,
    sempre più insistentemente.

    Sento i sensi travolti da questo blasone tagliente che perforando il cuore giunge nel profondo dell'anima,
    penetrando nei più bui corridoi di cui ho sempre inconsciamente ignorato l’esistenza
    e trapassa dall'altro lato del corpo..

    Ne percepisco la lama,
    ne intendo lo spessore e anche se a velocità smisurata posso captarne le rotazioni.
    Guardo squisitamente disorientata i piccoli brandelli di carne viva saltare via
    dal mio petto e dal mio ventre
    e spargersi sulle pareti di questo balcone retto senza pilastri.

    In lontananza piccoli clamori danno tono a queste vene ormai prive della loro linfa.
    Posso adocchiare avvilita gli occhi del campo di grano piangere nuovamente sulla loro terra umida,
    mentre osservano le vecchie foglie trasportate via dal vento senza aver porto l’ultimo saluto.
     
    Ed ecco che finalmente sento le labbra titillare,
    riesco ancora a morderle e a succhiare il mio stesso sangue,
    mentre il fuoco del focolare che poco fa zampillava
    ora s’è cosparso ovunque ed il fumo è ormai totale nella stanza..
    .. e le anime là dentro non sono mai state così colme di attenzione l’una per l’altra come in questi lunghi momenti.
     
    Ecco.
    Lo sento.
    Si è infiltrato dentro di me.. avverto la sua presenza e il suo estremo calore.
    Il fuoco mi ha raggiunta.
     
    Un ultimo sguardo all’orizzonte cosparso di una nebbia fitta che si mischia all’effluvio causato dall’incendio.
    Un intenso odore di corpi corrosi invade le mie narici.
     
    Ora chiudo gli occhi e questa volta per sempre..
     
    .. Finalmente riposano nell’inesistenza.
    Finalmente sto bene.
     
     
    Oggi è solo un giorno come tanti altri.
    Oggi è stato vissuto nella stessa maniera da altri milioni di persone.
    Oggi è stato condiviso qualcosa..
     Un sentimento,
    una parola,
    un’emozione,
    un pianto,
    una sofferenza,
    una litigata..
    Oggi mi sento più vicina al mondo di quanto non lo sia mai stata..
     
    Ma questo mondo a cui mi riferisco altro non è che quello che vedo nella quotidianità dell’ieri e dell’oggi..
    e che probabilmente anche domani si permetterà di bussare alla mia porta..
    .. senza sapere nemmeno chi sono e da dove vengo.