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2月27日 Parole schiette senza fugaNon sopporto il tuo respiro, quando si fa pesante e lungo, quando tentenna durante i silenzi che cadono soventemente nella stanza, e quei sospiri che lo disturbano, svegliandolo repentinamente e facendo sobbalzare anche gli spiriti morti da tempo.
Non accetto il tuo sguardo malizioso, che cerca inevitabilmente nell’aria qualche scusa per opporre obiezione a tutto ciò che è stato difeso o a ciò che è stato rifiutato.
Non concepisco la maniera con cui ti poni al mondo, l’arroganza e la saccenteria che sfoggi divagando per il corso dei pilastri che t’hanno cresciuta e fatta divenire ciò che sei.
Non tollero il tuo tono di voce, così sprezzante verso ciò che non ti compete per il puro gusto di non volerlo far appartenere a te stessa.. Così come detesto pienamente il conseguente stato di vittimismo che ne sorge e che ti trascini per lunghi cammini, nella tua eterna convinzione di voler supportare, ciò nonostante, tutto quello in cui credi al punto da non accorgerti che il tuo universo sta cambiando, ha ormai preso nuove sembianze, nuovi stili e nuove essenze..
.. Per poter passare almeno mentalmente dallo stato solido a quello gassoso, evaporando e dissolvendosi per sempre..
.. E allo stesso modo, standotene nella medesima condizione di inettitudine, non ne coglierai mai il motivo, la radice da cui tutto è nato.. Perché la linea di confine della tua mente giace ad una dimensione troppo distante da ciò che attualmente ti passa proprio sotto gli occhi. E probabilmente quando ti renderai conto di quello che potrai realmente stringere con mano solida, sarà troppo tardi per poterlo riconoscere come quella cosa in cui credevi e su cui facevi tanto affidamento tempo fa.
Perché le cose si modificano, le persone prendono strade diverse da quelle che ci si era prefissati in un passato lontano, troppo discosto dal presente che cerchiamo di vivere attualmente.. E nel nostro caso le nostre non potevano essere altro che divergenti.
E’ una questione di incompatibilità a pelle, nonostante dietro tutta questa profonda asprezza, con cui quotidianamente devo lottare per tentare di assopirla, un qualcosa di buono certamente si cela. Perché tutto sommato credo tu non sia realmente una persona cattiva, semplicemente è un modo diverso di concepire la vita, in tutte le sue sfaccettature, scelte e criteri di pesare diverse quantità e qualità in modi differenti..
C’è chi la pensa come te.
E invece chi come me crede bisogni distogliere lo sguardo e l’attenzione da tutte quelle parole, da quei pensieri e da quei gesti che sono d’impiccio, che non fanno altro che decorare inutilmente uno sfondo che risulta agli occhi già bello e completo per come si pone.
E se quegli occhi non sono i tuoi, pazienza.. Dalla mia visione, da questo piccolo angolino in cui mi accingo ad ammirare e a capire il mondo, io la vedo e la interpreto in codesto modo.. E non sarà di certo un capriccio o un ulteriore dissenso a farmi optare per un’alternativa..
Perché le persone possono variare per piacere altrui, ma la mente, quella prima o poi ritorna sempre al suo stato brado, come antecedentemente ad una metamorfosi forzata e non del tutto sentita.
2月16日 ...Un fremito di concupiscenza.
Respiri che si cercano,
che si scorgono,
che si ammaliano e che divengono conniventi.
Sguardi profondi che paiono scavare fin nel profondo dell’anima,
sulle tracce di segni indelebili impressi nella memoria.
E poi le stelle,
quelle che in istanti inafferrabili pare poter toccare con un solo dito,
quelle che si distinguono per il loro scintillio,
da cui si rimane rapiti e che fanno fantasticare..
Le contemplo estasiata nella mia visione paradisiaca, rimanendo incredula che appartengano al medesimo cielo che mi sono ritrovata spesso a svilire.
Io,
che non conosco quanto ci sarà girato l’angolo, ma che sono quasi persuasa che quel che è stato mai più busserà nuovamente alla porta, ricomporrò, guardando l’universo danzante, i pezzi di quel grande puzzle andato distrutto, cercando tra le tante scartoffie quello che possa combaciare con il suo vicino, per poter finalmente intravedere, anche se solo a grandi tratti, la figura che si cela dietro un mucchio di mattonelle demolite e fatte a brandelli, ma mai più riedificate..
2月12日 Pensieri opportuni??Oggi scrivo queste parole derivate da un pensiero che mi balena nella testa da qualche periodo..
Un concetto che nasce puntiglioso, fuoriuscendo dalle righe di euforia che accompagnano la melodia che si sparge nell’aria, che di tanto in tanto pare crescere di qualche nano millimetro sottopelle e che al momento inizia a bruciare, nonostante ciò che provochi sia tutt’altro che nocivo.
Mai scorderò il tuo motto, la frase della tua presentazione e proprio a quello sto asserendo..
.. Perché anch’io mi rispecchio in ciò che tu credi di essere, in quello che, voltandoti e togliendoti la polvere dalle spalle, puoi ancora esattamente vedere come un manifesto stampato innanzi al viso, in ciò che hai vissuto e che forse continui a vivere attualmente..
.. Ma mentre la tua è ormai divenuta quasi una questione di elogio tale da porla su un piedistallo d’orato, e che quella ubicazione sia a te attagliata a pennello, nel mio caso non riesco a ritrovare in quel riflesso che ho intravisto tempo fa un’identità, un segno che mi si addica e che mi faccia intendere che mi appartenga.
E’ una vertenza sul sapersi ritrovare nel marasma caotico che ci ingloba e riconoscersi per quello che si è realmente, l’attitudine e la facoltà mentale di mettersi a nudo, accorgendoci realmente di quelli che sono gli input che siamo all’altezza di trasmettere e degli output che siamo in grado di recepire nel medesimo contesto che, contemporaneamente, ci comprime tenendoci una mano sulla testa e che ci offre ampi spazi ai lati..
E’ tutta una disputa sul saper accettare ciò che troviamo leggendo bene tra le pagine, evidenziando i concetti chiave che neppure servendoci di una buona dose di ingenuità possiamo tralasciare, e dobbiamo farlo anche umilmente, abbassando la testa e rassegnandoci alla realtà..
.. Perché se in codesto modo ci si presenta, un motivo, riconducibile alla nostra personalità di cui noi siamo perfettamente a conoscenza, c’è, esiste e lo abbiamo proprio sotto mano, solo che non vogliamo accorgercene o forse non vogliamo riconoscerlo come nostro..
.. E solo, solo nel momento in cui lo avremo riconosciuto e colto come tale, allora potremo avere la presunzione di domandarcene il motivo, sì, solo allora.
Su quale piatto della bilancia ci si riscontri in momenti come questi ha ben poca importanza: che ci si trovi dalla parte del torto o da quella della ragione, è totalmente indifferente.
Che si stia sopravvalutando la circostanza, gonfiandola a dismisura, potrebbe essere un dettaglio da verificare, ma già avendo stilato queste quattro parole in croce mi rendo conto di aver appreso il contesto in cui verso, penso di averne captato il frangente.
E ora abbandono la penna e mi faccio da parte, osservo la scena e ciò che i personaggi creeranno..
Perché tutto sommato va bene anche in questo modo, anzi forse come in molti altri ambiti, prima o poi arriveranno le gratificazioni.. Anche se ancor ora non riesco ben a comprendere in quale forma si potranno mai presentare..
.. Sono però persuasa del fatto che i miei attori non mi deluderanno e che vivranno loro stessi da protagonisti quel piccolo frammento di cielo che avevo ideato e disegnato tempo fa, mentre io rimarrò a guardare da spettatrice sorpresa il continuo del mio esordio.
2月5日 AnimaAnima..
Anima fragile, che ti dissipi celermente come quelle impronte sul vetro della finestra appannato dal vapore quando ci si disegna sopra.
Anima pur sempre speranzosa di incrociare sul proprio cammino un inaspettato bagliore che ti sostenga le spalle, raddrizzandotele, e che ti allacci le stringe delle scarpe prima di avvicinarti al suo caldo petto.
Anima che seguiti imperterrita per questo sentiero che, di sole in luna e di luna in sole, pare sempre più antitetico alla tua personalità..
.. Tu che, cercando di convincerti che quel che continui a vivere sia parte del corpo che ti ospita o forse di uno in cui hai dimorato in passato e che cerca ancor ora le ceneri andate perdute del legame che penosamente poteva esserci, non demordi.
Anima caotica e sconclusionata,
anima vagante ed eternamente oscillante come il pendolo di un orologio.
Anima stanca delle catene agli arti che ti portano ad una ripetuta e monotona condizione di costernazione da cui puoi prendere sporadicamente una boccata d’aria fresca rigenerante e divenire sostanza vagheggiata.
Anima passionale, che ti invaghisci dell’amore nelle sue forme più astruse ed incerte.
Anima stupida,
anima sognatrice, che tenti di insegnare alla concretezza come poter sposare definitivamente la libertà.
Anima sadica, che versa acrimonia dai suoi scaltri occhi che rovistano, scrutano e criticano..
.. Tu, che in quelle stesse lacrime riesci a specchiarti pur sentendo i rimorsi di coscienza.
Anima sfacciata che sguaini la tua tracotanza come fosse un gesto eroico.
Anima ribelle,
anima che non trova pace, abbattuta nel dirupo che tu stessa ti stai scavando.
Anima che ami i gesti semplici e gli sguardi ben lontani dall’apparenza, perché riescono a colmarti più profondamente rispetto a mille falsi sorrisi o tante parole saccenti.
Anima che disprezza la compassione, la pietà e l’indulgenza,
anima che supporta la sensibilità, il rispetto e la benevolenza.
Anima incoerente col mondo e con te stessa per la brama di volerti comprendere maggiormente.. Tu che quell’equilibrio sopra la follia non hai ancora trovato, e che per tua indole probabilmente mai vorrai trovare.
Anima ricercatrice di fiducia, di affetto, di tenere effusioni.. Tu che vorresti essere in grado di amare senza sentirti soffocare dall’inquietudine di crollare e rotolare per vie lontane, che vorresti assaporare finalmente con serenità quel tramonto rossastro, tagliato dai rami secchi di betulla, in assenza di angosce e del patimento che possa venir mascherato improvvisamente da nuvole grigie cariche di pioggia.
Anima solare,
anima splendente,
anima euforica e fortunata per i brividi ed i turbamenti che sei riuscita ad incontrare nel tuo passaggio.
Anima dannata,
anima svilita,
anima rammaricata di quelle forze che non convergono al momento giusto o che addirittura non sussistono mai.
Anima timorosa ed inconscia dei capolavori che racchiudi in te, tenendoli celati all’aurora e anche a te stessa.
Anima volutamente esentata da elogi e lusinghe,
anima sminuita, il cui desiderio più grande sarebbe quello di svanire nel nulla e divenire invisibile.
Anima mia,
anima bella.. riposa bene durante questa notte di ordinario cedimento e che qualcuno o qualcosa ti porti consiglio per vivere meglio il tuo domani e che ciò che hai passato oggi svanisca in un timido bisbiglio al sorgere del sole, che si fa sempre più filiforme fino a spegnersi inesorabilmente.
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