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日志


12月19日

LA MIA NONNA

 
 
 
Stanotte alle 4.20 la telefonata dello zio ci lascia perplessi, tristi ma allo stesso tempo contenti, dicendo che la nonna aveva smesso di respirare.
 
Dopo una notte di semicoma e un'altra di collasso,
 dopo varie riprese e ricadute,
altri laceranti dolori alla testa e ripercussioni sul suo scarno corpo,
 se n'è andata,
s'è arresa...
 
Ora sarà sicuramente in un posto migliore di questo...
senza più sofferenze,
 senza più cercar di parlare ma senza riuscir ad emettere alcun suono,
 senza più quel costante dolore,
senza più quell'aggrottamento delle sopracciglia che ormai aveva da quasi un mese fisso sul suo volto, anche quando cercava di dormire,
senza più sentirsi "legata" ad un letto,
quando la sua indole da 20enne sbarazzina
voleva e pretendeva
di alzarsi e riprendere a vivere la sua splendida esistenza
come fino a un mesetto o poco più fa.
 
I suoi 97 anni pieni son stati da lei vissuti da protagonista, è sempre stata in prima fila e di questo ne vado orgogliosa.
 
Non posso negare che averla vista adagiata nel suo ormai eterno riposo
 non mi abbia fatto un certo effetto...
e sapere che non ci saranno più quegli instancabili pomeriggi a chiacchierare,
 a giocare o vedere la tv,
 il fatto di non vederla più lì minuziosa davanti a qualche specchio sistemarsi i capelli
piuttosto che il collo della sua bella camicia di seta con tanto di fiocco,
 ma soprattutto il non poter accedere più alla sua casetta,
luogo dove ho passato praticamente tutta la mia infanzia e fino a qualche annetto fa,
mi fa sentire vuota,
 mi sento privata di una cosa che davo per scontata mia per acquisizione...
E nella giornata di oggi,
a parte l'indiscusso dolore,
cercando di distogliere per qualche attimo lo sguardo dal suo volto
 finalmente sereno, rilassato, serafico e disteso,
in qualsiasi angolo della casa, del cortile e della bottega rivolgessi la mia attenzione,
ho rivisto
quasi come dei déjà-vu
tante piccole cose che insieme negli anni passati abbiamo fatto
e mi è stato impossibile non commuovermi.
 
La mia amica Lingua non molti giorni a questa parte mi ha detto che
quando i nostri cari muoiono non bisogna pianger per loro,
non bisogna essere afflitti dalla loro scomparsa
perchè potrebbero restarci accanto e non
raggiungere la loro meritata pace.
 
Dire che sarà una cosa che cercherò di fare mi è praticamente impossibile
ma la sola che posso per ora affermare
è che sono felice per lei che si sia decisa a lasciarci,
 perchè son certa e
 gliel'ho sentito anche bisbigliare spesso negli ultimi giorni,
 durante i quali lei credeva di avere una semplice forma di influenza,
che voleva guarire in fretta,
per continuare a vivere e restare tra di noi.
 
Sei sempre stata cocciuta, nonna,
se volevi fare una cosa
non c'era santo che poteva dissuaderti
nel cambiare rotta
e ora so da chi ho preso quest'aspetto che riscontro appieno nel mio carattere.
 
So che anche se non potrò più vederti e parlarti dal vivo
ti avrò sempre nel cuore e nella mente,
manterrò questo splendido ricordo
che ho del tuo raggiante volto che mi sorride
mentre salgo in fretta le scale
facendo un rumore fracassante
in una solare gioranta di sabato pomeriggio
e tu sei lì,
sul balcone,
che con i tuoi occhi brillanti
mi saluti
e mi vieni in contro.
 
Ciao nonna
devo esserti grata di avermi insegnato tante cose
di avermi regalato tanti momenti di felicità e spensieratezza
di avermi fatta sorridere quando avevo il muso lungo da bambina capricciosa
di quando mi facevi passare le costanti lune che avevo con delle cose semplici
quando mi hai fatto ragionare su questioni che non capivo
grazie per essermi stata accanto sempre
anche se il più delle volte ti ho vissuta da semplice adolescente
quando, me ne rendo conto solo ora,
avrei potuto e voluto conoscerti maggiormente.
 
 
Ciao adelaide, mugugna, tremenda...
come ti chiamavo quando volevo farti arrabbiare
ma solo per provare l'ebrezza di vedere una reazione diversa sul tuo splendido viso
che dopo poco però si rilluminava di tanto amore.
 
Ciao meraviglia
questo non è un addio
è un arrivederci.
 
Ti voglio bene nonna.
 
 
12月9日

I bei ricordi riecheggiano

 
 
Che brividi vedendo quei filmati:
 
 
* Natale 2003, un sorriso più che smaliante, direi decisamente abbagliante, un scintillio negli occhi a dir poco travolgente, pieni di vita, di quella vissuta alla grande, sempre a testa alta, già dall'età di 8 anni, fino ad arrivare a quelli che erano già 94. Lì intenta a mangiare il risottino con i funghi preparato dalla Phoenix e subito dopo la scaloppina, bella tenera, come piace a lei...e subito dopo, ha estratto dalla sua borsetta-valigia di pelle di color marrone scuro, con qualche grinza quà e là, il mitico ovetto kinder, che, come ogni volta, ci siam divise a metà.
 
* Pasqua 2004, tra uno scazzo e l'altro della sottoscritta, averle qui entrambe era una delle cose che mi mandava ancora in exxxxstasi, senza dover prendere nulla però...bastava un loro sguardo in più per me, più che loro, oserei dire anche strafottentemente, Suo...sì, perchè lei è sempre stata MIA. E quando finalmente si era accorta che la stavo riprendendo con l'8 mm, ha iniziato a sistemarsi minuziosamente i capelli e i polsini della camicia celeste/violacea e il relativo colletto. E così facendo, mi strappava sempre un sorriso in più, facendo passare lo scazzo e facendo sorgere l'allegria e la tenerezza.
 
* 8 Maggio 2005, la cassetta che ho chiamato "Le Rivelazioni", sì, in questo modo, quasi come fosse un segreto che nessun altro poteva sapere...ma è stato propio così, molte cose nei lunghi anni passati durante i sabati pomeriggio a casa sua, tra ovetto Kinder disteso amorevolmente su pezzi soffici di quel panino al latte, e 3 biscotti petit ingoiati alla volta e pucciati nel te, quel sapore così perfetto...e come dimenticare tutte le sorprese-gioco, i mini puzzle che ogni santa volta attaccavo sulle piastrelle della cucina, formando un gigantesco quadro, estremamente variopinto, con una miriade di scotch...e sempre restando a parlare del muro, ogni volta misuravamo le nostre altezze. E i giochi a carte, soprattutto Cià von, cià du, cià trì...
Però quel giorno non era un sabato, ma una domenica...ho portato a sua insaputa questo strano aggeggio, che lei continuava a chiamare macchina fotografica, ostinandosi a dire che poi costava tanto svilupparle...la posai sul lungo tavolo di legno, mentre stava guardando, megasfegatata, la Formula Uno, con Shumy in quarta o quinta posizione...e dopo essersi specchiata e sistemata come sempre rigorosamente i capelli, finalmente quasi un'ora di racconti, cose che solo a me ha sempre detto...son sempre stata la nipotina privilegiata, o per lo meno, così lei è sempre riuscita a farmi sentire.
 
Ricordo i vestiti di barbie che mi aveva regalato ai primi anni, uno in particolare tipo da sera, corpetto rosa chiaro con del tulle verdino sotto...Per non parlare delle innumerevoli buste ogni Natale, ogni compleanno...sembra una cosa banale, ma per me ha sempre valso tanto, e forse in questo periodo di ricordi del passato che affiorano inevitabilmente, valgono ancora di più. ma vi immaginate poi un'ottantenne, si ne aveva più o meno così, distesa a terra, sul pavimento del magazzino di mio zio, solo perchè io volevo giocare a...non so nemmeno io cosa?? So solo che ci coprivamo con delle coperte misto lana, di quelle che pungono, per poi alzarci e andar per il giardino a scorazzare come 12enni...si forse io ne avevo qualcuno in meno...ma lei moooolti di più! Eppure, quella leggiadria, quella sveltezza nei movimenti, non ci avrei mai potuto credere se me lo avessero raccontato.

 

E quante altre cose...mamma mia...sempre i primissimi anni, tra compiti che le rifilavo per tenere la mente lucida, tipo "insegnante under ten ed alunna over eighty", ci introfulavamo o nella bottega degli zii a raccatare qualche truciolo, oppure nel magazzino delle loro esposizioni...guardavamo i cartoni in tv, cantavamo insieme le sigle di apertura e chiusura, e forse le sapeva lei meglio di me!...passavamo le intere giornate così, divertendoci come sorelle, come coetanee.
 
E' sempre bello tenere acceso certi tipi di ricordi in sé. Non si dovrebbe mai smettere di voler bene a persone che hanno dato l'anima e il cuore, volendoci bene in ogni istante, facendoci crescere, facendoci da madre, da sorella, da amica, da confidente...
E in questi giorni voglio starLe accanto come non ho mai fatto, tenendole la mano, come lei faceva con me quando ero arrabbiata e tenevo il broncio per qualche innocuo torto che i miei mi avevano fatto o quando poi perdevo a carte o a Indovina Chi, che testa di mulo che ero...e che son tutt'ora!
Non deve essere facile stare in tali condizioni essendo perfettamente cosciente di quello che accade, soprattutto per una grande persona come lei, sempre maliziosa e precisa in ogni minimo dettaglio.
 
Voglio passare questi ultimi periodi come fossero i primi, con un sorriso sulle labbra, anche se piuttosto forzato, per non farle pesare la situazione che invece lei, crede di dare a tutti noi.
 
Non è mai stata un peso, ma solo una fonte di calore e di ilarità.
12月5日

L'OmbreLLinO e la TartaRugA

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     I            WE'RE NUMBER ONE                  I
     I                                                           I
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Perchè NOI saremo sempre i numeri uno!   **SeMpEr**
 
...e vuoi mettere uno splendente VERDE contro un cupissimo ed insignificante nero?? Non c'è nemmeno paragone!