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日志


10月20日

Un salto nel passato

 
Noi che la penitenza era 'dire fare baciare lettera testamento'.
Noi che ci sentivamo ricchi se avevamo 'Parco Della Vittoria e Viale Dei Giardini'.
Noi che i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva.
Noi che mettevamo le carte da gioco con le mollette sui raggi della bicicletta.
Noi che chi lasciava la scia più lunga nella frenata con la bici era il più figo.
Noi che 'se ti faccio fare un giro con la bici nuova non devi cambiare le marce'.
Noi che il Ciao si accendeva pedalando.
Noi che suonavamo al campanello per chiedere se c'era l'amico in casa.
Noi che avevamo adottato gatti e cani randagi che non ci hanno mai attaccato nessuna malattia mortale anche se dopo averli accarezzati ci mettevamo le dita in bocca.
Noi che quando starnutivi, nessuno chiamava l'ambulanza.
Noi che i termometri li rompevamo, e le palline di mercurio giravano per tutta casa.
Noi che dopo la prima partita c'era la rivincita, e poi la bella, e poi la bella della bella..
Noi che giocavamo a 'Indovina Chi?' e conoscevamo tutti i personaggi a memoria.
Noi che giocavamo a Forza 4.
Noi che giocavamo a nomi, cose, animali, città.. (e la città con la D era sempre Domodossola).
Noi che ci mancavano sempre quattro figurine per finire l'album Panini.
Noi che avevamo il 'nascondiglio segreto' con il 'passaggio segreto'.
Noi che ci divertivamo anche facendo 'Strega comanda color'.
Noi che giocavamo a 'Merda' con le carte.
Noi che le cassette se le mangiava il mangianastri, e ci toccava riavvolgere il nastro con la penna.
Noi che avevamo i cartoni animati belli!!.
Noi che litigavamo su chi fosse più forte tra Goldrake, Mazinga e Daitan.
Noi che 'Si, ma Julian Ross se solo non fosse malato di cuore sarebbe piu forte di Holly...'
Noi che guardavamo 'La Casa Nella Prateria' anche se metteva tristezza.
Noi che le barzellette erano Pierino, il fantasma formaggino o un francese, un tedesco e un napoletano.
Noi che alla messa ridevamo di continuo.
Noi che ci emozionavamo per un bacio su una guancia.
Noi che si andava in cabina a telefonare.
Noi che c'era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto.
Noi che non era Natale se alla tv non vedevamo la pubblicità della Coca Cola con l'albero.
Noi che al nostro compleanno invitavamo tutti, ma proprio tutti, i nostri compagni di classe.
Noi che se guardavamo tutto il film delle 20:30 eravamo andati a dormire tardissimo.
Noi che suonavamo ai campanelli e poi scappavamo.
Noi che ci sbucciavamo il ginocchio, ci mettevamo il mercuro cromo, e più era rosso più eri figo.
Noi che nelle foto delle gite facevamo le corna e eravamo sempre sorridenti.
Noi che il bagno si poteva fare solo dopo le 4.
Noi che quando a scuola c'era l'ora di ginnastica partivamo da casa in tuta.
Noi che a scuola ci andavamo da soli, e tornavamo da soli.
Noi che se a scuola la maestra ti dava un ceffone, la mamma te ne davadue.
Noi che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa era il terrore.
Noi che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su Google.
Noi che il 'Disastro di Cernobyl' vuol dire che non potevamo bere il latte alla mattina.
Noi che si poteva star fuori in bici il pomeriggio.
Noi che se andavi in strada non era così pericoloso.
Noi che però sapevamo che erano le 4 perchè stava per iniziare BIM BUM BAM.
Noi che sapevamo che ormai era pronta la cena perchè c'era Happy Days.
Noi che il primo novembre era 'Tutti i santi', mica Halloween.
Noi che le birre erano Peroni, Moretti, Dreher e Wuhrer..e basta!!!
Noi che a scuola con lo zaino invicta e la smemoranda.
Noi che se la notte ti svegliavi e accendevi la tv vedevi il segnale di interruzione delle trasmissioni con quel rumore fastidioso.
Noi che abbiamo avuto le tute lucide che facevano troppo figo.
Noi che all'oratorio le caramelle costavano 10-20 lire.
Noi che si suonava la pianola Bontempi.
Noi che la ferrari era Alboreto, la Mclaren Prost, la WilliamsMansell, la Lotus Senna e Piquet e la Benetton Nannini.
Noi che il Commodore64 e il registratore lentissimo s'inceppava sempre!.
Noi che la merenda era la girella e il Billy all'arancia.
Noi che come scarpa da calcio avevamo la pantofola d'oro.
Noi che le macchine avevano la targa nera.. i numeri bianchi.. e la sigla della provincia in arancione!!.
Noi che quando vedevamo i biscotti della Bistefani 'e chi sono io Babbo Natale?'.
Noi che il guardavamo allucinati il futuro nel Drive In con i paninari.
Noi che il twix si chiamava Raider e faceva competizione al Mars.
Noi che abbiamo visto 15 volte i Goonies, Ritorno al Futuro e Stand by me.
Noi che giocavamo col Super Tele.
Noi che il tango costava ancora 5 mila lire e.. 'stai sicuro che questo non vola..'.
Noi che le all star le all star le compravi al mercato a 10.000 lire.
Noi che avere un genitore divorziato era impossibile.
Noi che tiravamo le manine appiccicose delle patatine sui capelli delle femmine.
Noi che abbiamo avuto tutti il bomber blu con l'interno arancione e iminiciccioli nel taschino.
Noi che se eri bocciato in 3° media potevi arrivare con il Fifty truccato ed eri un figo della Madonna.

NOI CHE SIAMO ANCORA QUI E CERTE COSE LE ABBIAMO DIMENTICATE E SORRIDIAMO QUANDO CE LE RICORDIAMO..
NOI CHE SIAMO STATI QUESTE COSE E GLI ALTRI NON SANNO COSA SI SONO PERSI..
 
[Da_mail]
 
 
Un salto nel passato che m'ha fatto sorridere di gusto ed emozionare per i bei ricordi d'infanzia.. ma quanto era bello vivere in quel mondo.. ma dov'è finito?? 
 


10月18日

Ode

 
 
 
Un marasma di emozioni,
 pensieri,
ricordi..
 
 
Esplicitandoli con fervore e sorseggiandoti
ammiro la realtà che mi si distorce pian piano mentre 
progressivamente calore e euforia invadono il mio corpo,
lasciandomi preda di questa profonda passione che chiede confusa un altro sguardo degente..
 
 
E appoggiando nuovamente le mie labbra al bicchiere
chiudo gli occhi per gustarti e ritrovare le sensazioni e le suggestioni
per cui posso ossequiarti anche in un blog..
 
 
 
Semplicemente unico.
 
 
 
10月14日

 

 
E da una serata al Cactus con panza ipergonfia, della serie ancora un po' mi scoppiavano i pantaloni e rimbalzava per la sala il bottone, ne è derivata un'immortalata stile Renoir di tre donzelle.. hihi..
 
ЯЏ_εLε_©hєЯЯЏ.jPg
 
10月11日

 
Anche se non vuoi mostrare la malinconia che ti trascina inesorabilmente in questo e nei prossimi giorni so che starai sicuramente male, anche se sei giù perchè ti spiace vedere il tuo papà in questo stato so perfettamente che, da quale brava figlia che sei, gli starai accanto e lo conforterai come tu l'hai fatto nei miei confronti quando era successo, anche se a quanto ho capito non hai mai avuto un rapporto profondo con lei son certa che vi volevate un bene dell'anima..
 
Ora anche lei ha terminato la sua battaglia e finalmente rincomincerà a sorridere come un tempo.. 
 
 
.. E te lo confesso, son convinta che adesso la tua nonnina è lassù che ti guarda, propio accanto alla mia e, chissà, magari stanno già sorseggiando, una accanto all'altra, una bella tazza di té Lipton fumante con due cucchiaiate di zucchero e mezza scatola di Petit come piaceva alla mia, con la loro trapuntina adagiata sui piedi e staranno indubbiamente spettegolando nei loro dialetti sulle loro nipotine..
.. Un po' la nostra versione tra una sessantina d'anni dai!!
 
TVB tata..
CheRRy-
 
10月4日

Saltar la mosca al naso..

 
Mi sono davvero stancata di dover rincorrere le persone, far capire loro che valgono, quanto contano veramente, quanto la loro presenza sia essenziale, metterle sempre su un piedistallo d’oro e attorniarle con una corona di ciliegie..
 
Mi sono rotta di dover masticare continuamente questa amarezza di pasti lasciati ad essiccare all’aria arida del deserto credendo possano diventare col tempo qualche biblico fossile quale oggetto di scavo archeologico, così asciutta da crearmi un groppo alla gola ogni volta che sento di te, parlo di te, vedo di te.. in qualsivoglia ricordo a breve termine, fin nei meandri della mia psiche che avevi raggiunto con un balzo fino a sorpassare le nostre aspettative..
 
Ma cos’è successo realmente in questo periodo io proprio non te lo so spiegare..
E alla medesima maniera ignoro totalmente come sono arrivata a tanto, arrivata a non saper come poter sopportare oltremodo questi tuoi nuovi atteggiamenti anonimi, a non poter credere a quanto queste dita ansiose stiano premendo velocemente i tasti della tastiera per esprimere quello che questa mente sconsolata ha da raccontare, perché di voce non ne ha più a disposizione, è terminata, seccata, inaridita da troppe mancanze che non erano state programmate, dimenticanze di cose, fatti e stupidate che si davano invece per scontate, perché erano importanti, e non solo per me..
 
.. E questa secchezza raddoppia la rabbia che ho in me in questo periodo e vorrei sentirmi più idratata di belle parole, nuovi sorrisi, tante emozioni, gioie, stupori, ma anche rammarichi, pianti, ansie, purché vissuti insieme come un tempo..
E se è realmente tutta una questione di scelte e di priorità, ora è arrivato il mio turno, tocca a me farle, e quando le avrò prese mi volterò a guardare tutto quanto e spero di non svegliarmi ancora una volta con questa siccità alla gola, ma di possedere sottobraccio un capiente canestro di ciliegie dissetanti, ma per quanto i tuoi silenzi abbiano ormai tolto ogni minimo decoro a ciò che di più bello avevamo costruito, neppure un’oasi di ricordi potrà farmi riacquistare i sensi, perché dopo quest’arco di tempo mi ritrovo ancora ferma ad un semaforo rosso che non accenna a voler ritornare verde per farmi ingranare le marce e procedere nel mio tragitto fino a destinazione..
 
E’ brutto asserirlo in queste circostanze ma nell’attualità della situazione in cui mi ritrovo sto iniziando a credere di averti attribuito forse un’importanza maggiore di quella che in realtà potevi avere, un ruolo che tutto sommato non ti apparteneva, una posizione su quel maledetto piedistallo da cui ormai il succedersi dei fatti ha fatto precipitare alla base della piramide la tua figura.. forse perché credevi di poter muovere anche me come hai fatto con le tue marionette distanti a tuo piacimento, a seconda della luna che avevi o più probabilmente perché m’hai vista come una presenza ormai sicura nella tua vita, una figura costante, presente, sempre pronta ad ascoltarti, a proteggerti, a darti consigli sempre e comunque.. ma a lungo andare anche la fiamma della candela si spegne una volta esaurita la cera e il cordoncino.
 
 
Se c’è una cosa che mi delizia è immaginarmi un finale positivo per ogni fatto che imprimo per iscritto, perché amo supporre e creare quella realtà, non del tutto inattuabile, che con il succedere di altri fatti ed emozioni, pur sempre concatenati ai precedenti e ai susseguenti, potrebbe concretizzarsi anche nella pragmaticità delle situazioni, come avranno avuto modo di notare i lettori di miei precedenti interventi;
Ma in questo caso ciò che è stato così tremendamente eccelso si è stinto inesorabilmente e non credo che un delicato ed accurato lavaggio a mano con l’aiuto della coloreria possa agevolare la ricomparsa del suo splendore iniziale.. Certo, sono persuasa del fatto che si potrà discutere circa i gradi del lavaggio, il tipo di trattamento da eseguire e comunque senza escludere a priori la possibilità di portare tutto in tintoria e lasciar metter mano a terzi sul da farsi.. Ma altrettanto inconfutabilmente quel capo così raro alla sola vista da rimanere esterrefatti e folgorati dal suo animo sontuoso e quasi ostentato che mi mandava in visibilio, non avrà più lo stesso valore che prima rappresentava.. Perché è così come la penso: se si rovina un tanghino anonimo che posso indossare quotidianamente e a cui non sono nemmeno poi tanto affezionata, il dispiacere ci sarà sicuramente ma di gran lunga inferiore rispetto al ritrovarmi rovinato un tanghino Intimissimi che tenevo incorniciato non solo sulla parete della mia stanza, ma anche nel mio cuore.. e non ci saranno scuse, non ammetterò eccezioni né tanti giri di parole..
Purtroppo oppure no, non vedo mezze tinte in alcuni casi della vita, soprattutto se si tange un tassello fondamentale.
O nero o bianco.
O tutto o nulla.
Drasticità dite voi? Io la chiamerei più semplicemente uno stato di sopportazione arrivato al limite qualche mese fa ed ora decisamente esausto e spazientito da tanto flemma nel riscontro della realtà.
 
 
Quello che voglio lasciarvi al termine di tutto questo, anche se non analogico alla realtà (e anche qui mi permetto di ribadire il concetto purtroppo oppure no..), è un consiglio spassionato, un urlo a cielo aperto, perché la bocca chiusa l’ho tenuta fin troppo a lungo.. Aspettate a valutare le vostre priorità, guardatevi attentamente attorno ed esaminate bene il quadro che avete innanzi, focalizzando la vostra attenzione non soltanto su una sola ombra, ma sul contesto tout entier, come fosse un grande dipinto.. quando lo riterrete più opportuno piazzate queste ombre alle postazioni a voi più vicine o lontane, a seconda dell’importanza che attribuite loro, ma fatevi scorta di una grande quantità di riserva d’acqua, di istruzioni sul lavaggio ed eventuale candeggiamento e di parecchie gomme da cancellare..
..E a questo punto dovrei asserire:
 
“ per cancellare non la presenza ma l’essenza di quelle ombre e plasmatele come vorreste che fossero”..
 
.. Invece voglio scrivere:
 
 “ e usatele per cancellarle totalmente.. 
E se vi avanza del tempo andate dal cartolaio di fiducia,
comprate delle matite nuove
 e rincominciate l'opera d'accapo
perchè era veramente una merda!”.